Giovedì, 23 Settembre 2021
Costume e società

Quando Emilio Salgari si faceva ispirare dai racconti dei marinai genovesi per i suoi libri

Lo scrittore andava al porto di Genova per incontrare i marinai e, offrendo loro da bere, chiedeva di raccontare le loro avventure nelle terre lontane

Sandokan nell'illustrazione di "Le tigri di Mompracem e altre storie" (Star Comics)

Tutti conoscono il famoso scrittore veronese Emilio Salgari, autore di romanzi di avventura molto popolari, "papà" di Sandokan e di altri memorabili personaggi dei pirati della Malesia e dei corsari delle Antille.

Forse non tutti sanno però che Salgari, che non andò mai di persona nei lontani luoghi mistreriosi e affascinanti in cui ambientava i suoi romanzi, passò un periodo della sua vita anche a Genova.

Nella Superba, in particolare, Salgari rimase due anni, in cui alloggiò a Sampierdarena.

Come spiega Fabrizio Calzia, in "101 storie su Genova che non ti hanno mai raccontato" (Newton Compton Editore), «era il 1898 quando si iniziò a vedere un signore distinto che girava intorno al porto e nella zona di Banchi. Era un uomo di 36 anni, elegante nei gesti, fine, che veniva chiamato "Comandante" o "Professore" e avvicinava i marinai appena sbarcati. Offrendo loro un bicchiere si faceva raccontare dei loro viaggi, i luoghi visti, le terre toccate, le genti incontrate e le eventuali disavventure occorse durante la navigazione».

E i marinai? Rispondevano di buon grado, sapendo che questo elegante scrittore avrebbe usato le loro informazioni per i suoi libri.

Eppure la vita di Salgari non fu molto agiata: lo scrittore finiva per essere perennemente senza soldi per le forti spese familiari (la moglie soffriva di una malattia mentale che lo costrinse a spendere molto in medici e cure), e solo a Genova conobbe un po' di tranquillità, quando l'editore Antonio Donath lo invitò a sistemarsi in via Vittorio Emanuele II a Sampierdarena, pagandolo bene per i suoi romanzi. Furono due anni di serenità, in cui lo scrittore, per ispirarsi, andava nel centro storico e poi al porto, a incontrare marinai e a farsi raccontare le loro avventure. Ma questo periodo durò poco: dopo un paio d'anni, a causa di un allagamento della sua casa, lo scrittore e la sua famiglia si trasferirono a Torino. Qui, Salgari morì suicida nel 1911.

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