rotate-mobile
Giovedì, 2 Febbraio 2023
Costume e società

Quando Emilio Salgari si faceva ispirare dai racconti dei marinai genovesi per i suoi libri

Lo scrittore andava al porto di Genova per incontrare i marinai e, offrendo loro da bere, chiedeva di raccontare le loro avventure nelle terre lontane

Tutti conoscono il famoso scrittore veronese Emilio Salgari, autore di romanzi di avventura molto popolari, "papà" di Sandokan e di altri memorabili personaggi dei pirati della Malesia e dei corsari delle Antille.

Forse non tutti sanno però che Salgari, che non andò mai di persona nei lontani luoghi mistreriosi e affascinanti in cui ambientava i suoi romanzi, passò un periodo della sua vita anche a Genova.

Nella Superba, in particolare, Salgari rimase due anni, in cui alloggiò a Sampierdarena.

Come spiega Fabrizio Calzia, in "101 storie su Genova che non ti hanno mai raccontato" (Newton Compton Editore), «era il 1898 quando si iniziò a vedere un signore distinto che girava intorno al porto e nella zona di Banchi. Era un uomo di 36 anni, elegante nei gesti, fine, che veniva chiamato "Comandante" o "Professore" e avvicinava i marinai appena sbarcati. Offrendo loro un bicchiere si faceva raccontare dei loro viaggi, i luoghi visti, le terre toccate, le genti incontrate e le eventuali disavventure occorse durante la navigazione».

E i marinai? Rispondevano di buon grado, sapendo che questo elegante scrittore avrebbe usato le loro informazioni per i suoi libri.

Eppure la vita di Salgari non fu molto agiata: lo scrittore finiva per essere perennemente senza soldi per le forti spese familiari (la moglie soffriva di una malattia mentale che lo costrinse a spendere molto in medici e cure), e solo a Genova conobbe un po' di tranquillità, quando l'editore Antonio Donath lo invitò a sistemarsi in via Vittorio Emanuele II a Sampierdarena, pagandolo bene per i suoi romanzi. Furono due anni di serenità, in cui lo scrittore, per ispirarsi, andava nel centro storico e poi al porto, a incontrare marinai e a farsi raccontare le loro avventure. Ma questo periodo durò poco: dopo un paio d'anni, a causa di un allagamento della sua casa, lo scrittore e la sua famiglia si trasferirono a Torino. Qui, Salgari morì suicida nel 1911.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Quando Emilio Salgari si faceva ispirare dai racconti dei marinai genovesi per i suoi libri

GenovaToday è in caricamento