Dialetto curioso: "mandilli", viaggio di una parola antica tra greci, arabi e genovesi

Con questo termine vengono indicati i fazzoletti, ma anche un formato di pasta molto conosciuto e amato a Genova, da mangiare rigorosamente con il pesto

Foto: Instagram@jiggajenn

Chi parla il dialetto genovese sa che i mandilli sono i fazzoletti, e che questa parola ha un doppio significato: da una parte le tradizionali pezze di stoffa, dall'altra i mandilli (spesso detti per intero "mandilli de saea", fazzoletti di seta) sono le lasagne genovesi, un formato di pasta della tradizione, amatissimo nel capoluogo ligure, e da mangiare rigorosamente con il pesto.

Ma da dove arriva questa parola in dialetto, così diversa dalla traduzione italiana? 

Per risalire all'etimologia bisogna tornare indietro nel tempo e cambiare area geografica: precisamente nell'antica Grecia, dove "mandilion" era la parola che indicava panni e pezzi di stoffa. Questa parola diventò parte anche della lingua araba, "mandil", sempre con lo stesso significato. E da qui è derivato successivamente anche il latino "mantellum". Passando tramite il volgare, la parola venne mantenuta in genovese, e diventò "mandillo".

L'italiano fazzoletto invece ha tutt'altra origine, e arriva da "fazzòlo", dal latino medievale "faciolum", derivazione di "facies", cioè faccia, con cui si indicava per lo più il quadrato di stoffa da mettere intorno al collo o sul capo.

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