Dialetto curioso: cosa vuol dire "grammo"?

La parola deriva dal germanico "gram" che vuol dire "cattivo, maligno"

Vi è mai capitato di sentirvi dire che siete proprio "grammi" in qualcosa, magari in uno sport o un'attività particolare? O di sentir dire che una persona è "gramma"? O magari anche un utensile o un apparecchio, considerato "grammo"? Ma cosa vuol dire?

Toglietevi dalla testa bilance, pesi, grammi e chili: siamo a Genova, e questa parola ha tutto un altro significato. In dialetto "grammo" vuol dire precisamente "cattivo".

La parola deriva dal germanico "gram" che vuol dire "cattivo, maligno" e anche "triste" e da cui deriva anche l'italiano "gramo" (forse avrete sentito esclamare da qualcuno "che vita grama!").

Una volta, secondo il "Piccolo dizionario etimologico ligure" di Fiorenzo Toso (Zona, 2015) in genovese si diceva "cativo", e come per l'italiano, la parola arriva dal latino "captivus" cioè "prigioniero" (del demonio, si intende, e quindi malvagio). Poi il termine è stato sostituito con quello di origini germaniche.

"Grammo" però non vuol dire solo "malvagio" ma anche "di cattiva qualità", "debole", e di conseguenza "scarso": ed è proprio con questa accezione che viene maggiormente utilizzato. 

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