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Costume e società Centro Storico / Via Tommaso Reggio

Il Palazzetto Criminale, le decapitazioni e il sepolcro della piazzetta di San Giovanni

Le persone che venivano giustiziate venivano poi seppellite nella piazzetta di San Giovanni il Vecchio, accanto a San Lorenzo: il sepolcro venne poi chiuso perché l'insopportabile fetore disturbava il mercato

A Genova tutti o quasi conoscono il Palazzetto Criminale, celebre edificio del centro storico di Genova, nell'antico sestiere del Molo, adiacente al Palazzo Ducale e alla cattedrale di San Lorenzo, nel cuore politico e religioso della città antica.

Edificato alla fine del XVI secolo, il palazzo, che si trova in via Tommaso Reggio, fu per due secoli il carcere e il tribunale della città. Nel 1817 divenne sede dell'Archivio di Stato, oggi trasferito nell'ex convento di Sant'Ignazio, nella zona di Carignano.

Ma nel frattempo quanti prigionieri passarono da lì, e quanti vennero giustiziati in maniera anche molto brutale. Nel 1550, ad esempio, nel Palazzetto venne decapitato l'umanista Jacopo Bonfadio, insegnante universitario, con l'accusa di sodomia nei confronti di alcuni studenti.

Forse però quello che non tutti sanno è che tutte le persone che venivano giustiziate venivano poi seppellite nella piazzetta di San Giovanni il Vecchio, accanto a San Lorenzo. Alla fine il sepolcro venne chiuso per motivi di igiene: emanava infatti un fetore talmente insopportabile che non rendeva solo la vita impossibile a chi viveva vicino, ma ostacolava anche la riuscita del mercato di polli e latticini che si teneva sulla stessa piazzetta, sotto la quale giacevano decine e decine di cadaveri.

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