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Costume e società

Curiosità: la storia di Forte Quezzi, costruito in tre giorni e tre notti

I lavori prima vennero abbandonati subito causa mancanza di fondi, poi ripresi di gran carriera e conclusi in soli tre giorni per salvare la città

Durante la guerra di successione austriaca, nel '700, Genova, alleata di Spagna e Francia, venne minacciata dall'avanzata dell'esercito austro-piemontese arrivato ad assediare le alture del vicino monte Ratti, sopra l'abitato di Quezzi

Da qui nacque dunque l'esigenza di rinforzare le strutture difensive della città: nel 1747 il primo ingegnere dell'esercito dell'Infante di Spagna annunciò l'inizio della costruzione di forti a Quezzi e Camaldoli. I lavori però si fermarono praticamente subito causa mancanza di fondi.

Bisognerà aspettare il 1800 per vedere sviluppi: in questo anno il generale napoleonico Massena - durante l'assedio di Genova da parte dell'esercito austro-russo - realizzò che un forte sulle alture di Quezzi poteva davvero avere un'enorme importanza strategica. 

Dunque ordinò con gran fretta la ripresa dei lavori del forte: "Questi travagli - recita il documento di Riccardo Dellepiane riportato da Aldo Padovano in "Il giro di Genova in 501 luoghi" - che dovevano durare almeno tre mesi, furono fatti in tre giorni e tre notti. Vi travagliarono con incredibile zelo i generali, gli ufficiali e i soldati. E il nemico fu così sconcertato dalla subita e inaspettata uscita di quelle fortificazioni che non più ardì attaccare quel forte né in tempo della sua costruzione, né dopo".

Il forte venne poi abbandonato, venne solamente riutilizzato dalla milizia fascista durante la seconda guerra mondiale che però demolì il primo piano delle caserme per stabilrvi la contraerea.

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