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Costume e società Favale di Malvaro

Il piccolo cimitero valdese immerso nel bosco

Nell'entroterra di Rapallo si trova un luogo molto pittoresco e carico di fascino, che pare riportarci indietro di decenni

Un cimitero valdese, immerso tra castagni e acacie, nella città metropolitana di Genova. Se si sale nell’entroterra di Rapallo, una volta superata Cicagna, si raggiunge il piccolo comune di Favale di Malvaro, 457 abitanti. Questo luogo, nel corso dell’Ottocento, ha visto nascere e crescere una piccola comunità di Valdesi al suo interno.

Come ci racconta il libro Immagini silenziose – Silent pictures (Erga) di Matteo Pastorino e Luciano Rosselli, tutto ebbe origine dalla famiglia dei Cereghino, soprannominata “Sciallin”, ovvero gli “Allegri” - dal vocabolario genovese-italiano di Giovanni Casaccia (Genova, 1851) “scialla” è sinonimo di “allegro”. 

Si narra che i Cereghino fossero una famiglia di cantastorie, originaria della frazione di Castello, distante poche centinaia di metri dal paese. E che un giorno si convertirono. Alla loro conversione religiosa ne seguirono altre, al punto che nel 1849 fu fondata una Chiesa Evangelica Valdese che sopravvisse, con le sue regolari funzioni religiose, fino al 1919.

Assieme alla chiesa evangelica, unica nel comprensorio, fu costruito anche un piccolissimo cimitero che oggi è abbandonato a se stesso nel folto del bosco. Un luogo molto pittoresco e carico di fascino, che pare riportarci indietro di decenni. Il camposanto, indicato da un comune cartello sulla Provinciale che sale al Passo della Scoglina, custodisce poche tombe, senza statue né marmi. 

Sulla lapide più grande è ancora leggibile l’iscrizione: “Riunite a quelle del consorte Giuseppe Cereghino fu Giambattista nato il 2 dicembre 1831 morto il 15 agosto 1855 hanno qui riposo le spoglie mortali di Caterina Costa fu Giacomo nata il 20 dicembre 1830 che visse al marito concordissima nella fede cristiana quando l’intolleranza religiosa cagionò loro carcere e sofferenza nella torre di Chiavari e come lui fidente nella divina speranza si addormentò nel Signore addì 28 gennaio 1918”.

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