Costume e società

Le chiese perdute di Albaro: tutti gli edifici che non ci sono più

Una volta c'erano molte chiese antiche di cui oggi non rimane traccia: vediamo quali sono, e perché sono state demolite

Chiesa dei Santi Nazario e Celso ad Albaro

Albaro è un quartiere genovese che è cambiato moltissimo nel corso del tempo. 

La zona della città, una delle più eleganti, è parte del municipio Medio Levante e oggi conta circa 28mila abitanti: anticamente era rurale, ma già popolata da prestigiose residenze patrizie. Qui, una volta, le ville si alternavano agli orti e ai grandi spazi verdi. Difficile da immaginarlo adesso che il quartiere è ricco di edifici. 

Ma una volta c'erano anche tante chiese che oggi non ci sono più per vari motivi. Vediamo un elenco degli edifici religiosi di Albaro che oggi non esistono più, se non nella memoria di chi li ricorda e nelle fotografie d'epoca:

Chiesa dei Santi Nazario e Celso, il cui primo impianto era risalente al X secolo. Ricostruita nel XVII secolo, venne demolita nel 1914 per l'apertura di corso Italia.

Chiesa di Santa Giusta. Sorgeva nei pressi dell'attuale via Lavinia ed apparteneva alla Compagnia di Gesù. Chiamata dai Gesuiti "Residenza d'Albaro", risultava officiata fino alla fine del Settecento, ma già nell'Ottocento non ne restava traccia.

Chiesa di San Luca d'Albaro. In via superiore Panigalli (oggi via San Luca d'Albaro) esisteva una chiesa dedicata all'evangelista Luca, fondata nel 1302 grazie ad un lascito di Tedisio Camilla e con il contributo di Giovanni Spinola. Passata ai domenicani nel 1460, fu ingrandita nel 1513; allontanati i frati nel 1799, la chiesa, ceduta dal demanio a privati, fu demolita nel 1824.

Chiesa di Sant'Elena. Demolita anch'essa nell'Ottocento, nei pressi di via Camilla, in origine annessa ad un piccolo monastero di monache cistercensi; era stata fondata nel XIV secolo da Filippo Cattaneo. Nel XVI secolo le monache si trasferirono nel convento di Santa Maria in Passione e ad esse subentrarono i benedettini, che vi rimasero fino al 1799. La chiesa fu ancora officiata fino al 1822; il complesso intorno alla metà dell'Ottocento fu trasformato in abitazioni ed oggi non ne rimane traccia.

Chiesa di San Vito. Sorgeva alle pendici occidentali del colle di Albaro ed era annessa ad un convento dei domenicani chiuso nel 1797 e trasformato in abitazione. La chiesa era stata costruita nel Quattrocento sul sito di una precedente cappella dai benedettini, che la cedettero ai domenicani nel 1475; la chiesa, in stile gotico, con un alto campanile, dopo la chiusura del convento rimase in abbandono fino al 1879, quando fu trasformata in abitazione. Sul suo sito sorge oggi la villa Ollandini.

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