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Domenica, 5 Dicembre 2021
Costume e società

Castello Mackenzie: perché è chiamato il "capriccio da Re" genovese, storia e curiosità

Grotte artificiali, stemmi, torri, mura merlate, e tanto altro per un castello fatto costruire da un ricco assicuratore fiorentino di origini scozzesi

È inconfondibile con il suo stile, visibile da più zone di Genova: il castelllo Mackenzie si trova poco sopra a piazza Manin e alla stazione del trenino di Casella, e ha una storia decisamente curiosa.

Forse infatti non tutti sanno che è definito il "capriccio da Re" di Genova per come è stato costruito: il castello, uno dei più riusciti esempi del gusto architettonico di fine '800, vuole recuperare le suggestioni del medioevo con richiami allo stile gotico e al manierismo. Ma è interessante studiare la sua storia: venne eretto tra il 1893 e il 1905 su progetto dell'architetto Gino Coppedè per conto di Evan Mackenzie, imprenditore e assicuratore scozzese arrivato a Genova da Firenze. Mackenzie, a fine '800, si trasferì dalla Toscana a Genova, dove aprì un'agenzia di assicurazioni che rappresentava alcune importanti compagnie straniere. L'attività ebbe un grande successo fino a diventare una delle più grandi agenzie assicurative in Italia, e e si trasferì nel Palazzo della Meridiana. Mackenzie, dopo essersi fatto costruire il suo castello, ci visse per 27 anni, fino alla morte. Nessuna antica dimora di famiglia tramandata di padre in figlio nei secoli, dunque: si trattava semplicemente della residenza fatta costruire da un uomo molto abbiente (di origini comunque nobili).

Imprenditore, dunque, ma anche mecenate: Mackenzie era anche un collezionista e committente di opere d'arte. L'uomo - che rimase sempre molto legato alla sua città natale, Firenze, collezionò oltre 800 volumi di argomento dantesco (donati poi al Comune di Genova). E lo stesso suo castello non può non richiamare alla memoria la Torre dei Mangia, in piazza del Campo, a Siena. Il maniero è pieno di sorprese che fanno balzare i visitatori da un'epoca all'altra: grotte artificiali con tanto di copie della Venere di Milo, stemmi, torri, mura merlate, e tanto altro.

Con il castello Mackenzie nacque una formula ripetuta dallo stesso Gino Coppedè in varie ville genovesi: castello Turckle in Capo di Santa Chiara, castello Coppedè a Priaruggia, castello Bruzzo in Circonvallazione a Monte. C'è chi paragona la costruzione, quanto a somiglianza, al castello D'Albertis, che era stato fatto edificare prima, nel 1886, dl capitano di mare Enrico Alberto D'Albertis.

Alla morte di Mackenzie, il castello, dopo essere stato a lungo in disuso, è stato acquisito e restaurato dalla Casa d'aste Cambi che lo ha adibito, oltre che a propria sede, a polo museale privato e sede di esposizioni temporanee.

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