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L'anno nuovo e la tradizione del "lunaio" genovese

In un'epoca in cui non c'erano ancora i social nè una quantità così vasta di riviste e pubblicazioni, il lunaio poteva contenere informazioni davvero preziose

Si avvicina l'anno nuovo: e voi l'avete il "lunaio"? Ma come, non sapete cos'è?

Il lunaio (o lunario) è il calendario, ma non solo. È molto di più. Diffusissimi a Genova soprattutto nei primi anni dell'800, i vari lunai non servivano solo a segnare i giorni dell'anno, erano simili a veri e propri almanacchi, ed erano anche oggetto di collezione. In un'epoca in cui non c'erano ancora i social nè una quantità così vasta di riviste e pubblicazioni, il lunaio poteva contenere informazioni davvero preziose.

Si potevano trovare, ad esempio, ricette, erbari, biografie di personaggi e autorità cittadine famose, e poi i santi, i detti dialettali e i proverbi popolari, poesie, unite a tutte le informazioni più classiche come le fasi lunari e le eclissi, molto importanti per la semina dei contadini. Ma c'erano anche mode, tendenze, curiosità e persino qualche "gossip". Insomma, un vero must che non poteva mancare nelle case.

Nell'800, tra i personaggi citati nel lunaio, c'era o Scio Reginn-a, il signor Regina: uno pseudonimo dietro al quale si celava il poeta dialettale Martin Piaggio, compositore del Lunario Genovese dal 1815 fino all'anno della sua morte, il 1843.

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