A Campi c'è... una cittadella sotterranea, rifugio della seconda guerra mondiale

Un luogo fermo nel tempo - ancora suggestivo e "terribile" - che forse pochi conoscono

Sotto le strade e le colline della zona di Campi, all'ingresso della Valpolcevera, forse non tutti lo sanno, ma c'è una vera e propria cittadella sotterranea.

Si tratta di un rifugio scavato nella collina di Coronata negli anni '40, durante la Seconda Guerra Mondiale. L'accesso è collocato in un'area privata, e il ricovero antiaereo si articola in diverse gallerie che seguono uno schema planimetrico pentagonale per uno sviluppo complessivo che supera addirittura il chilometro.

A Genova vengono organizzate diverse visite guidate a cura del Centro Studi Sotterranei per andare alla scoperta di questo pezzo di storia dimenticato: varcando l'accesso del sotterraneo, sembra di fare un vero e proprio salto nel tempo.

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Quel che rende ancora più realistico questo viaggio suggestivo nei giorni terribili della guerra, sono le numerose testimonianze ancora presenti all'interno del rifugio: pittogrammi, graffiti, infrastrutture impiantistiche dell'epoca, dotazioni di sicurezza, corpi illuminanti. Emblema e simbolo è il grande cartello sbiadito dall'umidità e dalle infiltrazioni: "Non fumate. Respirare aria viziata indebolisce la resistenza vostra e quella dei vostri compagni". Anche altre scritte raccomandano di non pensare solo a se stessi ma di rispettare tutti: questo doveva servire per infondere coraggio e far sì che le persone mantenessero la lucidità, anche per impedire tragedie come quelle avvenute in molti altri rifugi a Genova e in Italia, in cui spesso la folla che accorreva a salvarsi - sentendo suonare le sirene degli allarmi - calpestava e involontariamente uccidceva i malcapitati che perdevano l'equilibrio.

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