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Genova e... le campane che disturbavano Charles Dickens

Il celebre scrittore visse per qualche mese in una villa in via San Nazaro, ma era continuamente infastidito dal suono delle campane. Da qui, il suo racconto "Le Campane"

Genova maestosa e Superba, dimora ideale per l'ispirazione di ogni scrittore, se non fosse per... quelle campane che distraggono.

Per capire a cosa ci riferiamo, dobbiamo tornare indietro nel tempo, tra il 1844 e il 1845, quando il celebre scrittore inglese Charles Dickens viaggiò per l'Italia e si fermò anche a Genova, in particolare in una villa in fondo a via San Nazaro.

L'autore, oltre a scrivere le sue impressioni in "Pictures from Italy", era impegnato nella stesura dei "Racconti di Natale" (che contengono anche il famosissimo "Canto di Natale"). Ma era continuamente disturbato dal suono delle campane delle tante chiese genovesi, tanto numerose quanto grande era il prestigio a cui la città ambiva. Un bel problema, soprattutto perché questo suono - secondo lo scrittore - era orribile, irregolare, spasmodico, insomma, da impazzire.

Non andò poi così male a Dickens, però, che trovò l'ispirazione nonostante il trambusto, e anzi scrisse un racconto intitolato proprio "Le Campane": «Avere trovato il titolo - disse - e sapere come sfruttare lo spunto delle campane è una gran cosa. Che mi assordino pure da tutte le chiese e conventi di Genova, ormai: non vedo altro che la cellacampanaria di Londra in cui le ho collocate».

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