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Lunedì, 6 Febbraio 2023
Costume e società

Blue Monday: il giorno più triste dell’anno? Forse no, ecco perché

Dalla presunta equazione scientifica dello psicologo inglese Cliff Arnal è nata una bufala che si ripresenta ogni anno, frutto di una trovata pubblicitaria di successo

Nessuno lo stava aspettando, ma anche quest’anno è arrivato il Blue Monday. Il terzo lunedì di gennaio viene considerato, ormai da qualche anno, il giorno più triste dell’anno, soprattutto per gli abitanti dell’emisfero boreale. Ma tanti non sono d’accordo, e tra poco spieghiamo il perché. 

A quanto pare, dalla commistione di diversi fattori che influiscono sul nostro umore come condizioni meteo, distanza dalle feste di Natale e dall’Epifania e procrastinazione dei buoni propositi prefissati ad inizio anno, nasce la giornata più deprimente dell’anno. Questa data, a dir poco convenzionale, è stata scelta dopo un calcolo effettuato da uno psicologo inglese, Cliff Arnall, nel 2005. Impiegato in un istituto educativo dell’Università di Cardiff, il professore aveva sviluppato un’equazione in grado di individuare il periodo dell’anno in cui la tristezza di una persona raggiunge i livelli più alti. La prima versione della formula riportava: {[W+(D-d)] xTQ} / (MxNa). In cui W indica le condizioni atmosferiche; D il debito; d il salario mensile; T il tempo trascorso dal Natale; Q il tempo trascorso dal fallimento dei propositi per il nuovo anno; M i livelli motivazionali bassi; Na la sensazione di una necessità di agire.

Le prime critiche si scagliano proprio sulla scelta di queste variabili, troppo difficili da definire in modo rigoroso e inadatte per effettuare un calcolo rilevante. Altre accuse invece fanno riferimento allo scopo pubblicitario che questa presunta formula di Arnall ha avuto fin dalla sua nascita. La prima volta che apparve fu in un comunicato stampa del canale TV Sky Travel, frutto del lavoro dell’agenzia di comunicazione Porter Novelli e volto alla promozione di viaggi.

E la polemica non si è fermata qui. È andata anche a sottolineare la differenza sostanziale tra un presunto giorno “più triste” dell’anno o “più deprimente”. Si fa riferimento al fatto che tristezza e depressione non possono essere utilizzati come sinonimi dal momento che con il primo termine di indica un’emozione provata da tutti quotidianamente, con il secondo una patologia. 

In ogni caso, oltre al giorno più triste dell’anno, pare che sia stato individuato anche il giorno più felice, ovvero il 18 giugno. Sempre Cliff Arnall ha formulato l’equazione per calcolarlo: [(O+NxS)+Cpm] / (T+He), in cui O esprime l’importanza di trascorrere il tempo all’aperto; N il contatto con la natura; S il potenziale per interazioni sociali; Cpm i piacevoli ricordi d’infanzia; T la temperatura e He l’eccitazione per le vacanze.

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