Costume e società

L'Epifania nella tradizione ligure: la "scarpa in sciö barcon"

Era usanza lasciare fuori casa - sul pianerottolo, sul balcone, sul davanzale - una scarpa che poi veniva riempita di leccornie

Quando pensiamo all'Epifania, pensiamo in genere alla Befana, simpatica vecchietta che vola sulla scopa a riempire le calze delle persone, di notte, con regali vari.

Ma non sempre è stato così: la Befana non era così universamente conosciuta e anzi, tempo fa ogni regione aveva le sue antichissime tradizioni popolari, e così anche la Liguria.

Nella nostra regione in particolare non si usava appendere la calza al caminetto (o ovunque si possa posizionare): c'era la tradizione della "scarpa in sciö barcon", vale a dire la scarpa alla finestra. Era usanza lasciare fuori casa - sul pianerottolo, sul balcone, sul davanzale - una scarpa che poi veniva riempita di leccornie: dolcetti, caramelle, ma anche castagne secche, mandarini, e tanto altro. E per i più fortunati, i "marenghi d'ou", le monete di cioccolato. Anche per questo nelle pasticcerie liguri in genere in questo periodo si trovano le scarpette di cioccolato (e non le calze!) ripiene di caramelle, cioccolatini, e altre delizie: sono una riproduzione golosa della "scarpa in sciö barcon".

Quest'anno in particolare tornano le vecchie tradizioni, anche a causa della pandemia che ha limitato i nostri spostamenti, e Coldiretti prevede che il 6 gennaio, nelle calze di molti italiani, torneranno di moda gli agrumi, gelée fatte in casa, biscotti e altre delizie locali poco costose ma km zero, proprio come andava di moda tanti anni fa.

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