Mercoledì, 22 Settembre 2021
Costume e società

Il Rifugio Antola cerca nuovi gestori: come partecipare al bando

Nel frattempo, il Cai: «Cercheremo di offrire l’ospitalità migliore possibile, compatibilmente con i limiti dei non professionisti, organizzandoci in modo che chiunque entri nel nostro rifugio si senta come a casa sua»

Photo credits: www.parcoantola.it

A causa dell'emergenza sanitaria questi ultimi mesi sono stati un periodo di grandi stravolgimenti, nuovi stili di comportamento imposti, che sono risultati gravosi da acquisire come abitudini e si sono riverberati sull’economia in generale e soprattutto sull’andamento della ricettività in montagna.

Nell’ambito di questa pesante situazione gestionale delle strutture alpine dei Cai, il Rifugio Antola è stato anche sottoposto alle criticità originate sia dal cambio del tipo di contratto tra la Sezione Ligure ed il Parco Antola, sia dal cambio di attività dei gestori, Federico Ciprietti e la moglie Silvia, che hanno allietato l’ospitalità del rifugio per oltre 10 anni.

Il presidente del Cai ligure «ringrazia la giovane coppia per quanto svolto “in Antola” ed augura un nuovo brillante futuro». La Sezione in questo inizio di anno 2021, di transizione dello stato di pandemia e di gestione, si è quindi attivata nella ricerca di una nuova conduzione in coerenza con il nuovo contratto in fase di ratifica con il Parco.

«A tal fine abbiamo quindi predisposto e aperto un bando specifico per la ricerca del nuovo gestore, che ti invitiamo a visionare e a diffondere per quanto ti è possibile perchè è nell'interesse di tutta la comunità che il Rifugio trovi presto altrettanto valide persone che lo gestiscano. Intanto, con il fine di rendere il servizio dovuto nell’area parco nei periodi di luglio ed agosto (forse anche oltre), la struttura è riaperta con una autogestione dei Soci della Sezione Ligure che, in regime di puro volontariato, garantiranno l’accoglienza nei fine settimana. Cercheremo di offrire l’ospitalità migliore possibile, compatibilmente con i limiti dei non professionisti, organizzandoci in modo che chiunque entri nel nostro rifugio si senta come a casa sua. Ricordiamo che sono ancora vigenti le norme emanate nel periodo pandemico per le strutture ricettive montane e che le stesse dovranno e potranno essere adeguate in seguito alla loro evoluzione, che potrà avvenire o sulla base delle indicazioni nazionali o del nostro sodalizio» fa sapere il Cai.

Sarà quindi opportuno provvedere a mettere in evidenza la propria presenza nel rifugio, sia per i pasti, soprattutto di gruppi, sia per i pernottamenti chiamando il numero telefonico 339 4874872.

«Siamo certi che vedremo, i molti e costanti frequentatori della nota “Montagna dei Genovesi”, entrare anche nel rifugio, mentre noi rimaniamo sempre pronti ad ascoltare i vostri richiami o le vostre indicazioni che ci fornirete con il fine di provvedere al miglior servizio possibile compatibilmente alle nostre capacità» conclude il Cai.

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