Salute

Galliera, donato un casco refrigerante per combattere la perdita di capelli da chemioterapia

Consegnata alla struttura di Oncologia Medica diretta dal professor De Censi, verrà utilizzato per prevenire e rallentare la caduta e supportare psicologicamente soprattutto le donne

Nuova donazione all’ospedale Galliera dopo la cabina per test covid. L’Associazione Volontari Ospedalieri (Avo) ha consegnato oggi un casco refrigerante per pazienti oncologici, presidio che contrasta la perdita dei capelli in conseguenza della chemioterapia.

Il casco refrigerante è stato donato alla struttura di Oncologia Medica diretta dal professor De Censi, e verrà utilizzato per prevenire e rallentare la caduta dei capelli e supportare psicologicamente soprattutto le donne sottoposte alla chemioterapia.

«In questo lungo periodo di più di un anno in cui a causa della pandemia non abbiamo potuto svolgere il nostro servizio, noi volontari Avo ci siamo sentiti molto tristi ma non rassegnati.  - ha spiegato Chiara Simeoni, presidente Avo Genova - Grazie al 5x1.000 di cui usufruiamo e che dedichiamo interamente ai sofferenti abbiamo pensato di fare delle donazioni agli ospedali e alle rsa in cui siamo presenti. È un modo per far sentire ugualmente la nostra vicinanza ai nostri protetti e testimoniare che pensiamo a loro con tanto affetto aspettando di ritornare».

La tecnologia Paxman Scalp Cooling di Praesidia è stata installata presso il Day Hospital Oncologico dell’Ospedale Galliera, e va ad aggiungersi agli 80 già presenti sul territorio nazionale. L’efficacia è basata sul fatto che, se si raffredda il cuoio capelluto, portandolo a una temperatura ipotermica, i vasi sanguigni si restringono, i farmaci non raggiungono la radice dei capelli, si bloccano alcuni processi biochimici e i capelli soffrono meno i danni collaterali dei farmaci.

«La perdita di capelli è uno degli effetti collaterali più difficili da accettare da parte del paziente anche di sesso maschile - ha detto De Censi, direttore del reparto di Oncologia medica del Galliera - e contribuisce alla percezione negativa delle cure oncologiche. Con questo strumento vogliamo garantire un netto miglioramento di questo effetto collaterale con una percentuale di successo anche del 90%. Siamo profondamente grati ad Avo che oltre a svolgere un lavoro preziosissimo di accoglienza e assistenza al paziente in generale e in particolare al paziente oncologico, ha voluto con tanta generosità donarci questo strumento che contribuisce all'umanizzazione delle cure».

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