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Partecipate, Tursi blinda il consiglio comunale per "ragioni di sicurezza"

Dopo i disordini della scorsa settimana la giunta ha deciso di riunirsi a porte chiuse per votare la tanto contestata delibera sulle aziende gestite dalla pubblica amministrazione

La seduta del consiglio comunale di martedì 30 luglio sarà a porte chiuse: questo il verdetto del presidente Giorgio Guerello, che al termine della conferenza con i capogruppo ha deciso di blindare la Sala Rossa di palazzo Tursi per «permettere il regolare svolgimento dei lavori e per assicurare l’incolumità di tutti i partecipanti».

Ragioni di sicurezza, dunque, quelle che hanno spinto Guerello ad andare contro il volere di buona parte dell’opposizione, che invocava invece “democrazia e trasparenza”, ma è ancora troppo fresco il ricordo di quanto accaduto la settimana scorsa, quando decine di dipendenti di Amiu, Aster e Amt hanno tentato di forzare il cordone di sicurezza e irrompere in consiglio per protestare contro la delibera sulle partecipate, che se approvata comporterebbe che premi di produzione e altri voci presenti nel contratto nazionale verrebbero accordati soltanto nel caso in cui i bilanci delle aziende della pubblica amministrazione fossero in attivo e «i conti lo permettono», come ha sottolineato il sindaco Marco Doria.

La scorsa settimana il bilancio era stato di sei feriti tra pubblico e agenti della Municipale chiamati a mantenere l’ordine: un’eventualità che potrebbe ripetersi anche domani, con i lavoratori che si sono dati appuntamento davanti a Tursi per le 14, e che ha spinto la giunta a optare per un consiglio a porte chiuse in cui arrivare finalmente a un accordo sulla tanto contestata delibera, già portata in aula due volte senza esito per la mancanza del numero legale: «Le espressioni di dissenso devono essere sempre garantite – ha spiegato Guerello – ma non devono impedire gli interventi dei consiglieri e l’attività del consiglio comunale». Bocciata anche la proposta avanzata dai gruppi contrari, tra cui Movimento 5 Stelle, Gruppo Misto e Pdl, di fare una sorta di “selezione” all’ingresso: potrebbe rappresentare «un’ulteriore fonte di tensioni», è stata la replica.

La decisione ha incassato il sostegno del Pd, che in una nota ha fatto sapere che «il gruppo aderisce alla proposta per salvaguardare l’istituzione Comune che prima di tutto deve poter svolgere serenamente i propri lavori a servizio della città, libera da condizionamenti ed evitando che la legittima espressione del proprio dissenso sfoci in atti di intolleranza e violenza verbale e non solo, come quelli che si sono manifestati la settimana scorsa. È una scelta dolorosa, ma che evita le strumentalizzazioni del dissenso e si spera faccia riflettere tutti che l’esasperazione dei toni del dibattito pubblico non fa che ridurne gli spazi e condurlo a prove di forza che sono l’esatto opposto della cultura democratica».

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