Le reazioni

Toti, revoca domiciliari negata, l'avvocato: "Provvedimento evoca dimissioni"

Sull'ipotesi di un passo indietro: "Non si esclude niente, non si afferma niente". Pronto il ricorso al Riesame. L'opposizione: "Danno di immagine alla nostra Regione da 40 giorni. Si dimetta"

"Le dimissioni" di Giovanni Toti da governatore della Liguria "le troviamo evocate nel provvedimento di rigetto: se si dice che finché Toti fa politica è pericoloso, la lettura è quella. Dobbiamo valutare l'intero quadro: non si esclude niente, non si afferma niente". Così Stefano Savi, avvocato di Giovanni Toti appena appresa la notizia della negazione della revoca dei domiciliari nei confronti di Toti, da parte della gip Paola Faggioni.

"Chiederemo - continua Savi - di poter incontrare quei soggetti con cui discutere del futuro politico, visto anche che le decisioni che dovrà prendere Toti non si possono prendere da soli". Come prevedibile Savi annuncia un ricorso al Tribunale del Riesame che secondo quanto dice lo stesso avvocato, non sarà discusso prima di un mese, un mese e mezzo.

Nel frattempo Toti potrebbe incontrare nuovamente esponenti della maggioranza, come avvenuto lo scorso primo giugno, quando nella sua casa di Ameglia aveva incontrato, con il permesso di procura e gip, l'assessore regionale Giacomo Giampedrone.

Nel frattempo arrivano le reazioni alla decisione della gip di negare la revoca dei domiciliari a Toti. Il Movimento 5 Stelle, promotore della mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Regione, torna ad attaccare: "L’unica via è quella del voto: lo diciamo dall’8 maggio e lo continuiamo a ribadire oggi più che mai, visto che non è stata accolta la richiesta di revoca degli arresti domiciliari presentata dal legale di Toti. - dichiara il capogruppo Fabio Tosi - A ben vedere, lo spartiacque per una revoca non era, dunque, la tornata per le elezioni europee: leggendo le motivazioni del Gip, gli inquirenti confermano di temere il rischio di inquinamento probatorio. Punto. Quanto basta per chiedere ancora una volta le sue dimissioni. D’altronde, quello dei condizionamenti è un sospetto che abbiamo avuto in tanti. 

E il motivo è semplice: la compagine totiana è maestra di pressioni, soprattutto mediatiche. Basta rivedere lo show messo su la settimana scorsa in Consiglio regionale dai 'tifosi' di Toti e della maggioranza regionale seduti nel pubblico, per avere un’idea della macchina arancione che non si ferma davanti a niente. La Giunta ligure si è arroccata nel Palazzo di piazza De Ferrari, continua a occupare via Fieschi e non vuole mollare le poltrone. Le non dimissioni del presidente agli arresti domiciliari da oltre 40 giorni e della sua Giunta continuano ad arrecare un grave danno d’immagine alla nostra regione. Ora basta".

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