Terzo valico: la giunta comunale approva, la Cgil anche

Oggi, giovedì 14 giugno 2012, il Comune di Genova ha deliberato la consegna al consorzio Cociv di alcuni terreni comunali siti in via Borzoli per avviare i cantieri del Terzo Valico. La Cgil plaude alla mossa e invoca un pronto inizio dei lavori

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Genova - Da notizie di stampa si apprende di una mozione, sottoscritta in modo trasversale da consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, che chiede alla Giunta genovese una moratoria sui lavori del Terzo Valico. È lecito che ognuno esprima le proprie posizioni pertanto anche la Cgil esprime la propria ribadendo con fermezza che i lavori del terzo valico ferroviario devono partire subito.

Abbiamo più volte affermato che consideriamo tale opera strategica e determinante per i collegamenti tra Genova, il Nord Italia, il centro dell’Europa. Da più parti si è indicato nella potenzialità che esprime il Porto, uno dei volani della nostra economia: il nostro scalo non solo ha retto in termini di traffici, ma è riuscito a posizionarsi su quelli precedenti la crisi economica mondiale e, gli investimenti previsti, la prossima presentazione del nuovo Piano regolatore Portuale indicano la volontà di continuare a crescere.

È chiaro che la crescita in termini di tonnellate di merci va accompagnata a una importante percentuale in termini occupazionali e al rispetto ambientale che si ottiene spostando merci dalla gomma alla rotaia. Nella nostra città viene rivendicato il lavoro, ma quando è possibile ridare fiato a edilizia e tecnologia o concretizzare il ribaltamento a mare di Fincantieri qualcuno preferisce che la disoccupazione o la cassa integrazione continuino a imperversare.

Le condizioni di sicurezza, di salvaguardia ambientale, di difesa dei cantieri dalla malavita, devono essere elemento di grandissima attenzione: la Cgil si batterà per questo e anche perché prevalga l’occupazione di lavoratori del territorio. Altro aspetto importante è la giusta remunerazione dei terreni espropriati o il ripagare dagli inevitabili disagi chi abita vicino ai cantieri magari attraverso agevolazioni fiscali e favorendo le attività commerciali dei quartieri interessati dalla presenza dei molti lavoratori lì operanti.

Crediamo sia necessaria la costituzione di un Osservatorio Ambientale Indipendente che diventi un istituto a garanzia del territorio. Regione, Provincia Comune, devono rendersi disponibili ad accelerare il percorso, a confrontarsi, e poi a decidere. La Cgil è disponibile alla costruzione di un percorso condiviso con l’Amministrazione comunale volto ad ottenere tutte le garanzie necessarie alla migliore realizzazione dell’opera, augurandosi nel frattempo che la risposta del Sindaco e della sua maggioranza sia coerente al programma presentato in campagna elettorale.

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