Tav, siglato il protocollo a tutela dei lavoratori e del territorio

Medici in cantiere, mense gestite coinvolgendo le imprese delle valli, priorità alla manodopera locale. E tanta attenzione contro le infiltrazioni mafiose. Per vivere il cantiere del Terzo Valico come una vera occasione di sviluppo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Genova - Con quasi quaranta chilometri di galleria da scavare, centinaia di lavoratori, cantieri da allestire: è la Tav, il terzo valico ferroviario, ormai pronto ai nastri di partenza. Proprio per gestirlo al meglio la Regione Liguria ha siglato un'intesa con il Cociv - il consorzio che realizzerà l’opera - e le organizzazioni sindacali su aspetti importanti che riguardano la sicurezza, la salute dei lavoratori e le ricadute economiche sul territorio.

Si è ad esempio stabilito di assumere in via prioritaria manodopera locale, di dotare il cantiere di un presidio sanitario e di una mensa gestita coinvogendo i ristoratori locali. «Vista l’importanza dell’opera - ha spiegato l'assessore regionale alle infrastrutture Raffaella Paita - che a regime impiegherà 2500 lavoratori per un costo complessivo di 6,2 miliardi di euro, come Giunta regionale abbiamo voluto presidiare una serie di aspetti che ne garantiscano la corretta realizzazione».

Particolare attenzione è stata posta per prevenire ogni infiltrazione mafiosa: per gli appalti sarà attivato l'osservatorio regionale sui contratti pubblici, applicando il protocollo sulla legalità in via di sottoscrizione con la Prefettura genovese.

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