Discarica Scarpino fuori legge e rifiuti in Piemonte, la Tari s'impenna

Nella situazione attuale i rifiuti della provincia di Genova dovranno andare fuori regione. A dirlo è l'assessore Valeria Garotta, che precisa come al momento i costi non siano quantificabili

Ieri in consiglio comunale, Simone Farello (Pd) ha introdotto l'argomento relativo al ritiro della normativa regionale sui rifiuti.

Alfonso Gioia (Udc), a seguito della revoca della legge regionale sui rifiuti e con l'attuazione del nuovo crono programma di Amiu per l'impianto di separazione secco-umido, chiede quanto verrà a costare il conferimento in Piemonte.

Farello: «l'attuale discarica gestita dal Comune serve tutta la provincia. La Regione Liguria era priva di normativa in merito ai rifiuti. Ne ha presentata recentemente una, che è stata impugnata dal Governo. Nel conflitto fra Stato e Regione c'è il rischio che si debbano portare i rifiuti in Piemonte. Quali i costi? Com'è la situazione reale? Il problema è quello del pre-trattamento dei rifiuti».

Gioia: «questa amministrazione eredita scelte sbagliate di politica ambientale, ma l'immobilismo di questa giunta ricorda un bradipo in stato di sonno. È possibile che questa giunta possa fare uno scatto di reni? Adesso il risultato di politiche sbagliate è che la discarica di Scarpino è fuori legge. La Regione ha varato una legge che, come sempre, è incostituzionale. Saremo costretti a portare i rifiuti in Piemonte? Possiamo intervenire con impianti di pre-trattamento?».

La risposta dell'assessore Valeria Garotta: «sul pre-trattamento esiste una circolare del ministro Orlando, che supera la precedente di Prestigiacomo e stabilisce la preventiva separazione secco-umido. Abbiamo avviato un progetto, e già si provvede alla raccolta estesa dell'umido. Nella situazione attuale i rifiuti della provincia di Genova dovranno andare fuori regione».

«I costi - conclude Garotta - non sono ancora quantificabili. Il costo del conferimento fuori regione (ipotesi di stampa 100 euro/tonnellata). Se non avessimo già il nostro biodigestore funzionante, il costo sarebbe intorno a 80 euro/tonnellata. Il confronto perciò non è tra 100 e zero. Abbiamo detto chiaramente alla Regione che i costi dei nuovi impianti non devono ricadere completamente sui cittadini genovesi. Sarà necessario un contributo regionale».

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