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Tari, dal Comune il sì alla proposta per le imprese: 5 rate invece di 4

Su richiesta delle associazioni di categoria, Tursi si è detto disponibile ad aumentare il numero di rate per il pagamento della tariffa relativa alle utenze non domestiche

Possibilità per le imprese di suddividere la Tari in 5 rate, e non più in quattro come avvenuto nel 2015: questo quanto emerso durante la commissione consiliare organizzata a Tursi con le associazioni di categoria, che avevano chiesto, a fronte dell’importo invariato della tassa sui rifiuti, di aumentare il numero di rate spalmate sull’anno.

«La Tari genovese è sproporzionata sia rispetto a quella pagata nelle altre città, sia per quanto riguarda l'incidenza della tariffa per le utenze non domestiche - è il commento di Andrea Dameri, direttore di Confesercenti Genova - Detto questo, incassiamo comunque con favore la disponibilità ad aumentare il numero di rate e, soprattutto, confidiamo che si possa arrivare alla richiesta dello stato di emergenza per la discarica di Scarpino, in modo da sbloccare le risorse necessarie al risanamento e all'ampliamento della discarica».

Le proteste delle associazioni di categoria erano arrivate in seguito alla conferma, da parte del Comune, dell’importo invariato della Tari per le imprese, a fronte di sconti dai 10 ai 50 euro previsti per famiglie numerose (che dovranno pagarla in tre rate). Nel 2015 le utenze non domestiche hanno inciso sul gettito complessivo per il 56%, percentuale che nel 2016 dovrebbe rimanere sostanzialmente invariata. L’apertura da parte del Comune alla possibilità, per le imprese, di poter pagare in 5 rate è stata dunque accolta con favore dalle associazioni, che adesso hanno chiesto a Tursi di intervenire presso la Regione per sollecitare la richiesta dello stato d’emergenza per la discarica di Scarpino.

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