Politica Valbisagno / Salita Canova di Struppa

Migranti a Struppa, il Comune: «Non decidiamo noi»

I comitati del quartiere hanno confermato la manifestazione di giovedì 16 marzo alle ore 17.00 all'incrocio tra via Lucarno e via Struppa.

L'arrivo di un gruppo di migranti (48 per la precisione in precedenza ospitati presso la Fiera di Genova) nella struttura di Villa Ines di salita Canova di Struppa in Valbisagno ha acceso il dibattito nel quartiere con una manifestazione autorizzata di protesta organizzata dal Comitato salita Canova di Struppa e dal Comitato tutela futuro Struppa giovedì 16 marzo alle ore 17.00 presso l'incrocio tra via Lucarno e via Struppa.

Il tema è stato dibattuto sia in un'assemblea pubblica convocata dal Municipio Media Valbisagno per stemperare gli animi e fare chiarezza su un'operazione gestita dalla Prefettura che in consiglio comunale nella seduta di ieri, martedì 15 marzo.

Stefano Balleari del Pdl ha sollevato la questione: «Si tratta di migranti economici, non di rifugiati. È ora di dire che, raggiunti i limiti previsti, non ne devono più arrivare» . A dargli manforte il collega di partito Guido Grillo che ha proposto soluzioni alternative: «Sono stati presi in considerazione, come sedi, i forti che circondano la città, caserme ed altri edifici militari o religiosi?». Alla discussione ha partecipato anche Alessio Piana della Lega Nord che ha chiesto alla giunta di prendere una posizione chiara: «Attendo che per amore della città questa amministrazione prenda le distanze dalle imposizioni del prefetto». Di opinione ben diversa  Andrea Boccaccio del M5s che ha spiegato: «Trovo ingiusto fomentare le paure dei cittadini, se fosse andato in porto l’accordo dell’Anci, ci sarebbe maggiore controllo, creo che sia importante approfittare della presenza dei migranti a favore del territorio, riducendo il rischio di violenze»; idea sulla quale concorda Gianpaolo Malatesta del Gruppo Misto: «Il Comune ha oggettivamente poca possibilità di agire. Penso però che sia giusto impiegare i migranti in opere a favore della città, nel dialogo con la cittadinanza».

A rispondere per la giunta l’assessore Emanuela Fracassi: «I richiedenti asilo in Italia sono ospitati attraverso lo Sprar, gestito da Anci e ministero in collaborazione, con una forte regia dei Comuni e con la possibilità di utilizzare finanziamenti dedicati per l’inserimento. Attualmente su 165 mila persone ospitate, 26 mila sono nello Sprar. L’orientamento attuale privilegia lo Sprar, aumentandone le dimensioni, rispetto alla gestione straordinaria delle prefetture. Purtroppo l’accordo non è andato in porto, per il mancato interesse di tanti comuni e per il loro rifiuto di farsi carico della gestione dei migranti. La Prefettura emana bandi, in seguito ai quali si assegnano le accoglienze. Il Comune è solo informato, e con poco anticipo, su queste operazioni e non decide. Quando è informato informa i Municipi, nei tempi consentiti dal succedersi degli eventi. Lo status di rifugiati è riconosciuto in prima istanza, attualmente, al 43 per cento dei richiedenti. In seguito ai ricorsi, hanno successo due domande su tre. Il Comune non può incidere sulla scelta degli spazi, ma dà la residenza ai richiedenti asilo a cui la Prefettura ha dato un documento perché possano essere iscritti al servizio sanitario nazionale. Favorisce l’utilizzo regolare del trasporto pubblico con tessere agevolate. Il campus di Coronata, con un’importante attività di formazione, collabora con il Comune, che promuove anche il volontariato dei richiedenti asilo».

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