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Domenica, 23 Giugno 2024
Consiglio regionale

Sicurezza stradale, la polemica: "La Regione colpevolizza ciclisti e pedoni"

Selena Candia, consigliera della Lista Sansa, ha presentato un’interpellanza in cui ha chiesto alla giunta i motivi della scelta delle categorie di soggetti coinvolti negli incidenti stradali per una campagna sulla sicurezza

Polemiche in consiglio regionale sulla campagna 'sicurezza stradale 2023' presentata dalla Regione Liguria, in alcuni video si vedono una ciclista con il telefono in mano e un runner in strada con le cuffiette. Selena Candia, consigliera della Lista Sansa ha presentato un’interpellanza in cui ha chiesto alla giunta i motivi della scelta delle categorie di soggetti coinvolti negli incidenti stradali nella Campagna di sensibilizzazione del 27 ottobre 2023, cioè pedoni e ciclisti, mentre questi ultimi non sono in percentuale più responsabili rispetto ai veicoli a motore. Il consigliere ha rilevato, a questo proposito, che nella campagna sono ritratti una ciclista e un pedone come responsabili degli incidenti, che subiscono in quanto “distratti".

L’assessore agli stili di vita consapevoli Simona Ferro ha ribattuto che la campagna per la sicurezza, citata nell’interrogazione, fa riferimento anche a chi conduce veicoli a motore. L’assessore ha poi illustrato, nel dettaglio, le iniziative assunte dalla Regione per sensibilizzare sull’importanza della sicurezza stradale, attivate in particolare nelle scuole e nelle autoscuole e ha annunciato un ulteriore potenziamento di questa informazione sui social regionali, in quanto la maggior parte degli incidenti riguardano i giovani, e affissioni analogiche in 60 postazioni sul territorio genovese.

"Trovo vergognoso - attacca Candia - che la Regione abbia promosso una campagna di sicurezza stradale con tre video spot da cui emerge che due volte su tre i colpevoli degli incidenti sono in realtà le vittime, i più fragili: pedoni e ciclisti. Le campagne istituzionali sono una cosa seria e devono basarsi sui dati; dati che ci dicono che il 66% degli scontri in Liguria è causato da veicoli a motore, in particolare auto contro auto".

La consigliera della Lista Sansa poi prosegue: "Siamo d'accordo sulla necessità di fare delle campagne di sicurezza stradale e di condannare le distrazioni, ma dobbiamo smettere di colpevolizzare le principali vittime, che sono pedoni e ciclisti. Inoltre dovremmo iniziare a parlare di scontri, e non di incidenti, perché nella maggior parte dei casi non si tratta di fatalità ma di mancato rispetto del codice della strada, come ad esempio l'eccesso di velocità. È assurdo colpevolizzare chi è la soluzione del problema, ovvero chi si sposta in modo sostenibile. Se avessimo molte più persone in grado di spostarsi a piedi e in bici, ci sarebbero molti meno incidenti, e di conseguenza meno morti sulle nostre strade". 

Selena Candia nel suo intervento in aula ha ricordato i numeri che per Genova e la Liguria costituiscono un primato poco invidiabile dal punto di vista degli scontri sulle strade. “La Liguria ha il record italiano di incidenti in rapporto alla popolazione, 522 ogni 100 mila abitanti, e Genova è la città italiana con il più alto numero di scontri rispetto al numero di abitanti – osserva la consigliera regionale -. La maggior parte degli incidenti avviene sull'Aurelia e in autostrada, soprattutto l'A10, dove a seguito dei cantieri mal segnalati sono molto frequenti gli scontri tra veicoli”. A proposito di incidenti stradali, nei giorni scorsi sono stati presentati i dati Istat con un quadro completo su cause, strade pericolose, numeri, morti e trend degli ultimi anni. A questo link il nostro approfondimento. 

Incidenti stradali in Liguria: la mappa, le cause, le strade più pericolose e i morti

"Nonostante questo quadro - continua Candia - la Regione ha preferito puntare il dito sulla distrazione dei pedoni e dei ciclisti, che sicuramente esiste ma con numeri assai marginali rispetto al totale del problema. Se non bastassero i numeri 'crudi', ricordo che a Genova lo scorso marzo un pedone è morto investito sulle strisce da una moto che andava ad alta velocità in zona Castelletto, una donna è stata uccisa in via Cornigliano da un tir che non sarebbe neanche potuto passare su quella strada e un'altra donna, in bici, è morta schiacciata a Dinegro da un furgone, guidato da un autista sotto effetto di stupefacenti".

Per Selena Candia invertire il trend di questi numeri così negativi non sarebbe impossibile. Basterebbe iniziare a lavorare su un piano serio di prevenzione degli scontri stradali, cambiando la configurazione delle nostre strade. "Il primo passo da fare è la 'Città 30', ovvero un tipo di città dove la velocità massima è di 30 km/h, con strade più sicure, verdi e con meno rumore. A misura di bambini e bambine, e quindi di anziani e disabili, insomma, di tutti i cittadini – spiega la consigliera regionale -. I numeri parlano chiaro. Essere investiti da un'auto a 30 all'ora è come cadere dal primo piano: 9 volte su 10 ti salvi. Essere investiti da un'auto a 50km/h e oltre è come cadere dal terzo piano: 8 volte su 10 si rischia di morire. In Danimarca le 'Città 30' hanno ridotto gli scontri sino all’88% - conclude la consigliera della Lista Sansa - un risultato eccezionale che possiamo ottenere anche in Liguria prendendo spunto dalle sperimentazioni già in atto a Milano e Bologna”

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