Giovedì, 28 Ottobre 2021
Politica Granarolo / Via Bartolomeo Bianco

Sgombero Tdn: per la Giunta "atto dovuto", per l'opposizione "l'area rischia l'abbandono"

Lo sgombero del centro Sociale approda anche in consiglio comunale. L'assesore Piciocchi ha risposto alle domande di Cristina Lodi (Pd), Stefano Giordano (M5S) e Lorella Fontana (Lega)

Lo sgombero del centro Sociale Terra di Nessuno di via Bartolomeo Bianco al Lagaccio (occupato dal 1997) approda anche in consiglio comunale. Cristina Lodi del Partito Democratico e Stefano Giordano del Movimento 5 Stelle hanno chiesto all'amministrazione alcuni chiarimenti anche in merito ai progetti per il futuro dell'area mentre Lorella Fontana della Lega ha sostenuto le ragioni della maggioranza. La giunta ha poi replicato con l'assessore Pietro Piciocchi.

Cristina Lodi ha chiesto se l'amministrazione ha intenzione di valutare la possibilità che il Terra di Nessuno ritorni nell'area concordando un nuovo percorso di dialogo tra il centro sociale e l'amministrazione e quali sono i progetti esecutivi: "Lo sgombero è stata une decisione politica che il tar non aveva chiesto - ha detto la consigliera del Pd - c'era una concessione scaduta e c'erano alcuni problemi con l'amministrazione che però non ha mai portato in questa aula un progetto chiaro e preciso per il futuro. Sapendo anche che il sindaco si è messo in contatto con l'associazione mi chiedo se l'amministrazione stia valutando la riapertura di un dialogo considerando anche che si tratta di un'associazione che è inserita nei tavoli territoriali e nel territorio, non sono persone sconosciute, ma partecipano attivamente. Quell'area diventerà una discarica senza un progetto. Avete intenzione di lasciare in strada un'associazione del territorio o aprire un dialogo? Ribadendo ovviamente la necessità di stabilire delle regole che siano concordate e rispettate da ambo le parti. Mi chiedo infine se questa fretta di sgomberare l'area porti con sé un progetto in definizione e attuazione immediato, altrimenti la zona rischia di essere abbandonata".

Lo sgombero in atto al centro sociale

A sostenere le ragioni della maggioranza Lorella Fontana della Lega che ha sottolineato il grande risultato che lo sgombero del centro sociale Terra di Nessuno ha rappresentato per l’attuale amministrazione poiché, da tempo, sono previsti progetti per la riqualificazione di quell’area in modo da restituirla all’uso dei residenti e della cittadinanza: "L'associazione a cui faceva riferimento la consigliera Lodi - ha detto la consigliera in aula - si è sciolta con la scomparsa di Don Gallo. Si parla quindi di un'associazione che non esiste. Sul fatto di questo sgombero che ha restitutito questi spazi alla cittadinanza e di fatto al Comune la mia domanda si pone chiedendo come l'amministrazione intende procedere su progetti per ridare decoro e sicurezza alla zona e un piano sociale fatto di una presenza sana coinvolgendo gli stessi residenti. Chiedo quali sono i progetti e soprattutto quali sono i tempi per realizzarli".

Anche Stefano Giordano del Movimento 5 Stelle ha chiesto di conoscere nel dettaglio i progetti della amministrazione riguardo l'area del Lagaccio e se, tra questi, ci possa essere la possibilità di restituire lo spazio al centro sociale previo percorso concordato sulle questioni mai risolte e che hanno portato allo sgombero: "Io credo che la politica debba farsi un esame di coscienza profondo - ha detto in aula il consigliere - in questo caso il sindaco e la sua giunta perché quando si arriva all'uso della forza la politica ha fallito il suo scopo. In quell'area c'era una concessione, scaduta è vero, ma si poteva trovare un dialogo per il rinnovo in una città come la nostra dove non esistono spazi per i giovani. Vorremmo capire se il sindaco abbia intenzione di aprire le porte al confronto, senza condivisione e dialogo non si va da nessuna parte".

Per la giunta ha preso la parola l’assessore Pietro Piciocchi che ha spiegato: "Credo sia corretto soffermarsi sui contenuti della sentenza del Tar, senza omettere di valutare lo spazio temporale, in quanto si è parlato di un'azione frettolosa: la sentenza è stata depositata il 13 gennaio 2021, quindi dieci mesi fa. Spesso siamo accusati di agire velocemente, ma il tempo di esecuzione della sentenza, che abbiamo atteso e voluto, pari a dieci mesi non credo si possa dire che siamo stati frettolosi. Inoltre, nella parte preliminare la sentenza entra nella legittimazione dell’associazione e questo non è solo un tema processuale, ma anche un tema legato alla possibilità che questa associazione possa intrattenere rapporti con l’amministrazione e beneficiare di diritti su immobili pubblici. E dato che nell’ottobre 2014 l’associazione per l’approvazione degli spazi sociali autogestiti, nelle persone di Luisa Stagi e Luca Queirolo Palmas, ha trasmesso agli uffici comunali la disdetta, con effetto immediato, dei contratti di locazione in essere: quindi, non su impulso della precedente amministrazione, ma loro, spiegando che non erano più in grado di perseguire i propri scopi sociali e con conseguente scioglimento dell’associazione. Quindi oggi è una scatola vuota. Il Tar poteva liquidare la questione con la sentenza di inammissibilità decide di affrontare il ricorso nel merito ed evidenzia la morosità dell’associazione: da maggio 2013 a dicembre 2016, quando è scaduta la concessione. Quindi, poiché erano morosi su un bene pubblico e questo riveste anche l’aspetto della responsabilità erariale, la nostra scelta è stata obbligata, in quanto non possiamo dare sedi a soggetti morosi e, nel caso specifico, a un soggetto che si vanta persino di essere moroso. Come amministrazione abbiamo la massima disponibilità a ragionare con tutti, ma questo è stato un atto dovuto. Siamo disponibili ma la morosità va sanata, perché non possiamo dare sedi a soggetti morosi e che, nelle interlocuzioni che abbiamo avuto con loro, si sono addirittura vantati di essere morosi: questo non è accettabile, le regole valgono per tutti. Infine i progetti di riqualificazione: ci sono diverse ipotesi, ci confronteremo con i cittadini residenti ma, come ha detto la consigliera Fontana, per l’amministrazione è fondamentale riportare la sicurezza e il decoro in quella parte di città".

Le risposte dell'assessore non hanno soddisfatto l'opposizione. Cristina Lodi (Pd) nelle repliche ha parlato ancora di "decisione politica" e ravvisato la mancanza di un "progetto chiaro e definito per il futuro dell'area, che sarà abbandonata, peggiorerà e sarà ancora peggio di quello che era intorno alla Terra di Nessuno. L'amministrazione doveva cercare un percorso condiviso, spero che il dialogo aperto dal sindaco vada avanti. Chiederò accesso agli atti per vedere queste proposte progettuali che secondo noi non esistono". Stefano Giordano (M5S) ha ribadito: "Mi sembra che si confermi che il dialogo si è fermato a una mera e pura corrispondenza per lettera, noi crediamo che debba esserci un tipo diverso di colloquio in una città come la nostra. Si era parlato di isola ecologica, ora di un centro di educazione ambientale, ma con il Municipio non avete ancora affrontato il tema, proprio quei municipi che avete distrutto con la vostra recente riforma. Non so con chi abbiate aperto dialoghi, sicuramente non con i cittadini".

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