Serafini conferma le dimissioni: «Il mio compito in questa giunta è finito»

L'ormai ex assessore su Facebook ufficializza la spaccatura con la squadra di Marco Bucci. Ammettendo che «a volte ho fatto arrabbiare qualcuno»

«Oggi più che mai comprendo quanto mi veniva spesso detto: per mantenere determinati ruoli, bisogna dimostrarsi flessibili»: con un lungo post su Facebook in cui alterna ringraziamenti a “mea culpa”, l’ormai ex assessore alla Cultura e al Marketing del Comune di Genova, Elisa Serafini, ha confermato ufficialmente di avere presentato le dimissioni al sindaco Marco Bucci dopo poco più di un anno di mandato.

L’indiscrezione era trapelata nel tardo pomeriggio di giovedì, una vera e propria deflagrazione che ha scosso le fondamenta di palazzo Tursi. Eppure, nel silenzio di Serafini, il sindaco Bucci (con cui sarebbe scoppiata la lite che ha portato poi alla decisione di dimettersi) si era limitato a dire che « non mi risulta». 

Smentito prontamente dall’articolato post comparso sui social network venerdì mattina: «Ho passato queste ore a stabilire cosa dire: tutto, niente, qualcosa - scrive Serafini -  Ma se penso ai valori che ogni amministratore pubblico dovrebbe rispettare, non posso che fare un’unica scelta, che è quella di dire la verità, qualsiasi siano le conseguenze». Nessun riferimento preciso al motivo della lite che si mormora sia scoppiata durante una riunione di giunta (e che si dice sia legata a una battuta sessista da parte del primo cittadino su un’eventuale collaborazione tra Serafini e l’ex presidente del Festival della Scienza, Manuela Arata), ma l’insistenza a parlare di «coerenza» e l’ammissione: «Chi ha seguito la mia attività politica e amministrativa lo sa: spesso ho infranto veti, calpestato interessi speciali, ed è vero, ho fatto arrabbiare qualcuno, ma ho provato sempre a perseguire l’interesse generale, che poi, se ci pensiamo, è l’unico che conta».

Un commiato che lascia pensare non tanto a una divergenza di opinioni, quanto a un’incompatibilità generale con la linea e la visione del sindaco Bucci: «Non avevo, e non ho ancora, abbastanza esperienza o maturità per capirlo, e probabilmente per accettarlo. Ma oggi più che mai comprendo quanto mi veniva spesso detto: per mantenere determinati ruoli, bisogna dimostrarsi flessibili - ha sottolineato Serafini - Accettare e affrontare alcune dinamiche che fanno parte delle regole del gioco, e che permettono, alla fine, di poter realizzare la propria “mission”. Ho provato a farlo, ma in questo, evidentemente, non sono risultata efficace. Questo non significa che mi senta migliore o peggiore di altri politici o amministratori. Mi sento semplicemente diversa e probabilmente inadatta a questo contesto politico. Sono felice, gratificata e grata per l’opportunità. Ma il mio compito, in questa giunta, è finito».

L’ex assessore (anche se per ufficializzare le dimissioni il sindaco deve di fatto accettarle) ha quindi ringraziato Bucci, chiedendo anche scusa «se, qualche volta, con le mie decisioni e posizioni “autonome”, posso aver creato dei problemi. Come si dice in questi casi, farò un “passo di lato”, perché il mio impegno per rinnovare le politiche pubbliche, e per sostenere il nostro territorio, le battaglie di libertà, di merito, e di trasparenza, assumerà altre forme, ma non finirà mai».

Nel futuro di Serafini resta però la politica, anche se dalle retrovie: «Da alcuni mesi lavoro alla realizzazione del primo “incubatore” di politiche pubbliche - ha spiegato - Un centro studi che possa aiutare gli amministratori di tutta Italia, a realizzare soluzioni efficaci sui territori. Quello sarà, da domani, il mio unico progetto pubblico. Per il resto, io mi fermo qui. Tornerò a essere un politico “di passione”, e non di professione, come scriveva Max Weber».

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