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Selex, Doria: «C’è stato un ribaltamento truffaldino delle carte in tavola»

«Sulla questione Selex - chiarisce Doria -, c'è una palese contraddizione tra il piano industriale e l'attuale ripartizione degli esuberi. C’è stato un ribaltamento truffaldino delle carte in tavola»

Genova - Il consigliere comunale Simone Farello (Pd), critico verso il nuovo piano industriale presentato da Selex-Elsag, ha chiesto chiarimenti al sindaco sulla situazione occupazionale dell'azienda.

Marco Doria non ha usato mezze misure. «Manca l'intervento da parte di chi deve assumere scelte di politica industriale: il Governo e Finmeccanica - ha spiegato il sindaco -. Quest'ultima ha un vertice dimezzato e, in assenza di indicazioni del Governo, non è stata in grado di elaborare un piano credibile di politica industriale. Infatti ha alienato imprese di qualità che operavano nel settore civile. Se oggi non si è arrivati alla cessione di Ansaldo Energia e Ansaldo STS è merito  della caparbia iniziativa di lavoratori, sindacati e amministrazioni locali».

«Sulla questione Selex - chiarisce Doria -, c'è una palese contraddizione tra il piano industriale e l'attuale ripartizione degli esuberi. Il piano industriale prevedeva per Genova, all'interno di una riorganizzazione del gruppo Selex, limitati impatti sul piano occupazionale. C’è stato un ribaltamento truffaldino delle carte in tavola».

«Non si spiega  - prosegue Doria - come i limitati impatti arrivino a determinare 300 eccedenze a Genova, su 1900 in Italia. Si tratta di una truffa della proposta, è inaccettabile. Ora il Governo è chiamato alla prova e deve misurarsi su diversi fronti per la politica industriale. Ritengo che un azionista pubblico nel gruppo sia la condizione per aver una base industriale nel nostro Paese».

Doria difende poi l'operato della sua amministrazione. «Altra questione rilevante è la tenuta del tessuto industriale genovese, che ancora resiste e ha qualità che rappresentano un patrimonio per il Paese. È una caricatura dire che il Comune ha assistito passivamente all'evolvere della situazione. È falso, abbiamo contrastato le decisioni sbagliate, abbiamo fatto sentire la nostra voce e vogliamo continuare ad essere attivi insieme ai sindacati e alle altre istituzioni».

«Nessuna obiezione sul fatto di andare a Roma con il presidente della Regione e i capigruppo, ma il problema è di creare una saldatura diffusa tra i lavoratori e i cittadini, di far sentire forte la voce della città, coinvolgendo le istituzioni e i parlamentari liguri. Il Comune farà la sua parte, come ha fatto finora».

«Abbiamo una totale disponibilità a sperimentare - conclude il sindaco -, in sinergia con l'azienda e mettendo a disposizione le nostre professionalità, tutte le smart solution che possano essere utili alla valorizzazione di Selex, a livello nazionale e internazionale».

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