Polemica sul post di Toti. Rixi e Mai (Lega): «Quella bambina non è ligure»

I rapporti tornano a essere tesi, tra il presidente e il Carroccio che lo ha sostenuto, dopo già gli attriti post elettorali

Non si è fatta attendere la replica di Stefano Mai, capogruppo consiliare Lega Liguria-Salvini a quel commento del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che, proprio sotto il suo stesso post in cui parlava della nascita della piccola Graeter, aveva scritto che «Chi nasce in Liguria è ligure». Il presidente si era pronunciato così cercando di fermare alcuni commenti definiti da lui stesso razzisti, ma allo stesso tempo ha suscitato le ire di parte del suo elettorato che ha visto in questa frase una strizzata d'occhio nei confronti dello "ius soli".

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In particolare, a non aver gradito è stata proprio la Lega, nella persona del capogruppo consiliare Lega Liguria-Salvini Stefano Mai, ex assessore della precedente giunta Toti, che ha precisato in un comunicato stampa: «Non si può definire italiano, né ligure, chi nasce sul nostro territorio da genitori stranieri. Auguri e benvenuti a tutti i nuovi nati del 2021 in Liguria, ma ribadiamo che per essere italiani e liguri sia necessario intraprendere un percorso ben definito e quindi richiedere successivamente la cittadinanza, secondo quanto previsto dalle norme vigenti. No allo Ius soli».

I rapporti tornano dunque a essere tesi, tra il presidente e il Carroccio che lo ha sostenuto, dopo già gli attriti post elettorali. E poi, sempre Mai: «con la Lega al governo in Liguria così come, speriamo presto, a Roma, non accadrà mai che l'acquisizione della cittadinanza italiana avvenga come semplice conseguenza del fatto giuridico di essere nati in Italia. Occorre difendere le nostre tradizioni e la nostra identità. Pertanto, la trasmissione alla prole della cittadinanza dei genitori, sulla base della discendenza e non del luogo di nascita, è fondamentale».

Rixi: «Anche Toti fino all'altro ieri era contrario allo ius soli»

Sulla vicenda interviene anche il deputato ligure della Lega Edoardo Rixi, che ricorda ad AdnKronos che «la Lega è contraria allo ius soli e fino all'altro ieri questa era anche la posizione di Toti». Il commento di Rixi è netto: «Quella bambina non è ligure, la nostra posizione è chiara e nota».

M5s: «Ignobili commenti»

Il M5s commenta la questione con le parole della senatrice ligure Elena Botto: «I commenti comparsi sotto un post del presidente della Regione Liguria sulla prima bambina nata in Liguria sono ignobili, di una infinita bassezza e ignoranza. Purtroppo, questo orrido spettacolo non bastava: ad aggiungerci il carico ci ha pensato la politica nella persona del deputato Edoardo Rixi, che ha cavalcato la polemica affermando che quella bambina, nata da mamma nigeriana, non è ligure. Tra l'altro Rixi, mentre da una parte la butta sul 'prima gli italiani', dall'altra non dice una parola contro quei commenti razzisti. Quella piccola e i suoi genitori non meritano robaccia del genere in questo giorno così speciale: è nata una bimba, una nuova vita e per questo oggi è un giorno unico e incredibile al di là di qualunque lingua, colore, religione o nazionalità».

Per Toti la polemica «stupisce, lascia amareggiati e perplessi»

In serata è arrivata la replica di Toti, affidata alla sua pagina Facebook: «Stupisce, lascia amareggiati e per la verità anche un po’ perplessi che qualcuno, in un anno come questo, riesca a fare polemica anche su un post di benvenuto al mondo per una bimba nata in una notte così carica di dolore e di speranza.

Nel Paese con il tasso di natalità più basso del mondo, una nuova creatura è un fatto positivo, quale che sia la sua nazionalità e il colore della sua pelle.

Greta, si chiama così, è nata in un ospedale ligure, con medici e infermieri liguri. Sua madre ha in tasca una tessera sanitaria del nostro Paese. Non ho chiesto alla Direzione del San Martino se fosse immigrata, naturalizzata, cittadina italiana o di un altro Paese. Francamente non me ne frega nulla in questo caso. Greta è nata qui, andrà qui in Liguria all’asilo e a scuola. I suoi genitori e anche lei, quando crescerà, da lavoratrice avrà gli stessi diritti e gli stessi doveri degli altri lavoratori. E gli stessi diritti e doveri sociali.

Nulla c’entra tutto ciò con i diritti politici concessi dalla cittadinanza, provenga essa dallo Ius soli o da altri strumenti di diritto. Di questo si occuperà il Parlamento nazionale, non certo la nostra Regione. Ed è un dibattito assai più complesso di quello che ruota attorno a un post. Se mai il Parlamento deciderà di affrontare questo tema (direi che oggi francamente abbiamo altre priorità), spero che tutti i partiti lo facciano consapevoli della delicatezza dell’argomento e dei sofisticati risvolti civili, sociali, legali ed economici che porta con sé. E senza l’approssimazione e i sottotesti sgradevoli che ho letto e ascoltato oggi nell’assurdo dibattito su un neonato!».

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