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Scolmatore Fereggiano, l'ecomostro di corso Italia verrà abbattuto

«Non c'erano altre soluzioni per una copertura del cantiere, utile e adatta a proteggere anche contro le polveri, in un'area così ventosa. Inoltre quella copertura totale permette di lavorare su 3 turni di 8 ore, anche 7 giorni su 7». Così Gianni Crivello

Ieri durante il question time in consiglio comunale, Alberto Pandolfo (Pd) e Gianpaolo Malatesta (Gruppo Misto) hanno domandato alla giunta come l'amministrazione intenda procedere col potenziale blocco, derivante dal dichiarato ricorso al Tar, dei lavori dello scolmatore del Fereggiano.

Pandolfo: «questi lavori sono effettuati a salvaguardia e tutela della popolazione. Come intende regolarsi l'amministrazione nel caso di un blocco conseguente a un ricorso al Tar? Quali gli scenari nelle varie ipotesi?».

Malatesta: «c'è davvero la possibilità di sospensione, o si può evitare in nome del diritto alla sicurezza della comunità?».

La replica dell'assessore Gianni Crivello: «l'argomento è al centro dell'attenzione. È bene sottolineare che il ricorso è riferito alla struttura che ricopre il cantiere e coinvolge anche la Regione e il governo. Il capannone dovrà essere rimosso a cura dell'appaltatore. Al termine dei lavori dovrà esserci una superficie piana ricoperta da ghiaia e sabbia».

«La Regione - ha proseguito Crivello - a suo tempo aveva previsto semplicemente un'adeguata copertura. In seguito la Regione ha notificato che l'attuale struttura non necessita di ulteriore autorizzazione. In realtà non c'erano altre soluzioni per una copertura del cantiere, utile e adatta a proteggere anche contro le polveri, in un'area così ventosa. Inoltre quella copertura totale permette di lavorare su 3 turni di 8 ore, anche 7 giorni su 7. Nelle tavole del progetto si vede che la linea di costa non sarà occupata da nessun volume; del resto è previsto espressamente dall'appalto lo smontaggio del manufatto, che certo è impattante, ma è molto utile. La quota del capannone del resto è al di sotto di quella del marciapiede di corso Italia. La tensostruttura che qualcuno ha ipotizzato sarebbe molto più alta. I ricorrenti avrebbero potuto venire a discutere con noi, sarebbe stato meglio. Forse da parte i ricorrenti avrebbero fatto una scelta più opportuna se fossero venuti a fare una chiacchierata in assessorato, invece di rivolgersi alla magistratura».

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