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Scolmatore Bisagno-Fereggiano: la Provincia fa pressioni sul governo

Per realizzarlo tutto, dalla Sciorba al mare, servono 230 milioni di euro, ma ne basterebbe la metà per costruire il primo lotto dello scolmatore del Bisagno e ridurre drasticamente il rischio di nuove devastanti e drammatiche alluvioni del Fereggiano

Genova - Per realizzarlo tutto, dalla Sciorba al mare, servono 230 milioni di euro, ma ne basterebbe la metà per costruire il primo lotto dello scolmatore del Bisagno e ridurre drasticamente il rischio di nuove devastanti e drammatiche alluvioni del Fereggiano e dei torrenti Noce e Rovare.

«Con 120 milioni, un quinto degli enormi danni stimati nelle tragiche esondazioni del 4 novembre 2011 che hanno purtroppo provocato anche sei vittime - dice il commissario straordinario della Provincia di Genova, Piero Fossati - si possono aprire i cantieri di un’opera fondamentale per la difesa idrogeologica. Il progetto definitivo è pronto da tempo ed è assolutamente necessario e urgente che il Governo stanzi le risorse per lo scolmatore, d’intesa con enti e istituzioni del territorio».

Per questo il commissario della Provincia, che ha curato la progettazione preliminare e definitiva dello scolmatore del Bisagno (progetto che nel 2007 ha ricevuto anche il parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici), rivolge un «caldissimo invito affinché il risanamento e la difesa dai rischi idrogeologici di Genova siano un’effettiva priorità» al ministro dell’Ambiente Corrado Clini ospite a Genova al convegno organizzato alla sala Sivori dalla Cgil, e sollecita «ancora l’impegno del Governo sul Bisagno, un’emergenza idrogeologica nazionale. Lo scolmatore, insieme al completamento della nuova copertura del Bisagno da Brignole alla Foce, è assolutamente necessario per prevenire i rischi di nuove alluvioni, ma per quest’opera, sempre mantenuta e ribadita nelle linee programmatiche d’indirizzo della Provincia, dal 2008 è venuta meno ogni certezza di risorse nazionali o europee e gli enti locali e la Regione da soli non possono farcela».

Il primo stralcio dello scolmatore (da non confondere con il vecchio progetto comunale di ‘deviatore del Fereggiano’ dei primi anni ’90, poi superato perché le dimensioni e il tracciato non corrispondevano alle esigenze di riduzione del rischio alluvionale definite dal piano di bacino provinciale) è una galleria lunga tre chilometri, del diametro di 9,5 metri sino allo sbocco a mare, collegata ad altre tre gallerie di captazione rispettivamente per le piene del Fereggiano, con origine a monte della copertura (che convoglierà fino a 80 metri cubi d’acqua al secondo nelle vasche di dissipazione per ridurne al minimo l’energia), del Noce e del Rovare (drenandone rispettivamente 23 e 26 metri cubi al secondo) per abbassare i rischi di esondazioni.


Lo scolmatore completo del Bisagno è lungo il doppio, sei chilometri, per captare le piene del torrente all’altezza della Sciorba, ma il progetto è stato redatto per poter essere realizzato anche a stralci funzionali, a partire da quello che riguarda i torrenti Fereggiano, Noce e Rovare. Lo sbocco a mare dello scolmatore, nell’area di corso Italia fra i Bagni Benvenuto e la Marinetta prevede anche interventi integrati di riqualificazione e sistemazione della costa per mantenerne e valorizzarne le attività balneari e nautiche. Nella stessa zona sarà utilizzato come galleria di servizio per il cantiere e poi d’ispezione anche il tratto di tunnel già scavato nel vecchio e abbandonato progetto comunale degli anni novanta del deviatore del Fereggiano.

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