Sardine in piazza a Recco: «No alla chiusura dei centri di accoglienza per migranti»

Dopo la manifestazione di piazza De Ferrari, tornano le iniziative delle "Sardine" tra Genova e provincia: incontro al Teatro della Tosse e manifestazione nel Golfo Paradiso

Dopo la grande manifestazione di piazza De Ferrari di fine novembre, tornano le iniziative delle "Sardine" tra Genova e provincia. Il movimento nato in Emilia Romagna da Mattia Santori, Andrea Garreffa, Giulia Trappoloni e Roberto Morotti ha infatti convocato due nuove manifestazioni, la prima a Recco, per protestare contro la decisione dei Comuni di Sori e Recco di chiudere i centri di accoglienza dei migranti presenti sul territorio e la seconda a Genova al Teatro della Tosse.

«No alla chiusura dei centri di accoglienza per migranti»

Con il cambio di amministrazione comunale i sindaci di Recco e Sori Carlo Gandolfo e Mario Reffo hanno deciso di chiudere i centri di accoglienza dei migranti presenti sul territorio, spiegando che i rifugiati "saranno ricollocati", una scelta che non è piaciuta alle "Sardine" del Golfo Paradiso e del Tigullio, che hanno indetto una manifestazione di protesta, come sempre senza bandiere, senza simboli e senza partiti, in piazza Nicolosio da Recco sabato 25 gennaio 2020 alle ore 16. «Lo Sprar a Recco è attivo dal 2016 e accoglie 12 persone. A Sori dal 2015 con una disponibilità di 8 posti. Numeri del tutto sostenibili in un territorio come questo. Nel corso di questi anni i rifugiati ospitati si sono integrati in armonia con le comunità, come testimoniano le tante attività svolte insieme alla popolazione locale. Ci rivolgiamo a tutti i cittadini, giovani, anziani, famiglie chiedendo di partecipare al nostro flash mob. Chiediamo con forza di restare umani e di garantire la sicurezza a tutte le persone di qualunque nazionalità. Anche qui, in un territorio chiamato proprio Golfo Paradiso capace di dare accoglienza non solo ai turisti ma anche a chi oggi scappa da guerre, fame, violenza, o semplicemente per costruire una vita dignitosa».

«Nel corso di questi anni - concludono le "Sardine" - i rifugiati ospitati non hanno mai creato disagi o problemi per la comunità. Intorno a loro si è creata una rete di volontari tra Recco, Sori, Pieve Ligure, Avegno e Camogli che hanno sostenuto i processi di integrazione. Nonostante questa esperienza sia valutata positivamente e non rappresenti un costo per i bilanci comunali i due Sindaci hanno deciso di chiuderla con motivazioni a nostro avviso poco convincenti. Nei due Comuni si è attivata una raccolta firme con l’adesione di centinaia di persone, confermando la sensibilità di un territorio riconosciuto per le iniziative benefiche e per la numerosa presenza di associazioni di volontariato. Grazie al sistema Sprar le persone che fanno parte del progetto hanno la possibilità di frequentare la scuola e l'asilo, imparare l’italiano, svolgere attività utili alla comunità, oltre a frequentare tirocini e stage per l’inserimento lavorativo. Storie positive che rischiano di essere spazzate via».

«Riscopriamoci comunità solidale e rispettosa delle differenze»

A Genova, invece, le "Sardine" hanno convocato un incontro con la cittadinanza martedì 28 gennaio 2020, alle ore 18.30, al Teatro della Tosse. «Per dare seguito alla grande manifestazione del 28 novembre 2019 e all’evidente voglia di riscoprirsi comunità solidale e rispettosa delle differenze - hanno spiegato -. Procedendo sulla base del modello che ci contraddistingue: nessun insulto, nessuna bandiera e nessun simbolo di partito, e in risposta alle tante richieste giunteci dalla cittadinanza, questo incontro sarà dedicato ad approfondimenti su tematiche specifiche come: ambiente, cultura, scuola, sicurezza sul lavoro, sanità, educazione alla non violenza, uguaglianza sociale e solidarietà. Un momento di informazione e riflessione collettiva, alternato da testimonianze della società civile e proposte pragmatiche da parte di esperti. Ad intermezzare gli interventi ci saranno musicisti e la possibilità per i partecipanti di interagire con gli organizzatori per definire insieme una visione comune». 

«Durante l’incontro - hanno concluso - sarà anche presentato il progetto: “Tutti sullo stesso treno”, viaggio in treno previsto per la giornata del 1 marzo 2020, che porterà chi vorrà partecipare, lungo tutta la costa ligure, per giungere oltre il confine francese, riproponendo per vagoni, le tematiche trattate in questo evento. Un progetto di inclusione di respiro europeo, un viaggio rappresentativo della memoria e delle migrazioni, che ospiti i valori che più ci stanno a cuore: i diritti inviolabili, la democrazia, l’antifascismo, le libertà, il rispetto dell'ambiente, l’antimafia, la cultura, l’uguaglianza e la solidarietà. Un viaggio tra le bellezze della nostra Liguria e la bellezza della Costituzione e della carta di Nizza. Un viaggio per ricordarci la ferocia delle frontiere e il diritto delle persone a spostarsi. Per portare “oltre confine” le storie di donne e uomini che nei confini rischiano o perdono la vita. Un viaggio di resistenza, consapevolezza e speranza». 

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