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Sanità, la Regione accontenta i primari: via libera alle visite private

Passa tra le polemiche il provvedimento che prevede la possibilità da parte dei medici specialisti di svolgere l'attività extramoenia senza versare soldi alla Asl

I primari degli ospedali liguri potranno svolgere attività privata anche fuori dalle strutture ospedaliere senza “pagare pegno” alla Asl: la decisione è arrivata ieri, al termine di un consiglio regionale in cui a far pendere la bilancia per il sì è stato il voto congiunto di Fi e Pd, che sull’argomento si è spaccato.

Per i primari, quasi tutti di nomina politica, decade dunque l’obbligo di svolgere attività intramoenia: oltre a esercitare in ospedale, potranno effettuare visite e operazioni anche in cliniche e ambulatori privati. Tra chi ha votato contro al provvedimento, passato con 16 voti a favore e 6 contrari, c’è anche il vicepresidente della regione e assessore alla Salute Claudio Montaldo, che si è scagliato contro la decisione spiegando di avere «per la prima volta nella mia storia votato contro una proposta del mio partito, con grande rammarico, per coerenza. La legge si rivolge solo a quelli che pagano: oggi pagano i medici in intramoenia con meccanismi di controllo dall'alto, domani pagheranno tariffe libere e incontrollate».

Per Montaldo, la nuova legge si rivolge esclusivamente a una fascia d’età limitata, quella dei professionisti tra i 40 e i 50 anni, mentre restano esclusi «i 26mila dipendenti del servizio sanitario che vivono un momento difficile. Non ci capiranno, come non ci capiranno i pazienti. Invece di occuparci di riformare il sistema, di porre il problema della rimozione delle cause che bloccano l'intramoenia, si prova a giocare un'altra partita, si rendono possibili nel pubblico cose che nel privato non sarebbero ammissibili»

Tra chi ha votato a favore invece,il presidente della Regione Claudio Burlando, il capogruppo Pd Antonio Miceli e Valter Ferrando (Pd), che nella sua relazione di maggioranza ha sottolineato che lo scopo della legge è «rendere sempre più efficiente la risposta del Servizio sanitario ligure alle esigenze dei cittadini, offrendo prestazioni migliori e adeguate all'utenza in tempi ragionevolmente ridotti. In tale ottica va considerato il tentativo di abbattere le liste di attesa, il recupero delle cosiddette "fughe extra regione" di professionisti e pazienti della nostra regione, limitando il ricorso a tale modalità tramite l'offerta di strumenti più attrattivi per i professionisti stessi. Ciò che si auspica di ottenere con questa modifica è, quindi, un incremento di pazienti nelle strutture pubbliche liguri, le quali sono, peraltro, dotate di eccellenti professionisti in grado di poter soddisfare le esigenze che il servizio richiede».

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