Parcheggio ospedale San Martino, Rosso: «Spesi 681mila euro per un buco nero»

Matteo Rosso, capogruppo in Regione Liguria di Fratelli d'Italia, ha presentato in consiglio un'interrogazione all'assessore all'Urbanistica Scajola per conoscere il destino del parcheggio interrato, avviato nel 2007 e mai ultimato, in largo Rosanna Benzi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

«Sono ben otto anni che familiari e pazienti che si recano all'ospedale San Martino di Genova devono affrontare tortuose gimkane e tutti i disagi che conseguono dalla presenza ingombrante e dannosa dell'enorme voragine, conseguenza dei lavori mai ultimati per la realizzazione del park di largo Rosanna Benzi. Sono anni che denunciamo questo scandalo e oggi, grazie alle delucidazioni finalmente ottenute dall'assessore Scajola, veniamo addirittura a sapere che sono stati già spesi 681mila euro per creare questo enorme buco nero che, nelle giornate di pioggia e a causa della presenza del rio Noce, si trasforma non solo in una boscaglia rigogliosa, ma anche in una “piscina”». Così interviene Matteo Rosso, capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione Liguria, che ha presentato questa mattina un'interrogazione all'assessore all'Urbanistica Marco Scajola in merito all'autentica odissea del cantiere per la costruzione del parcheggio, da 420 stalli auto, in largo Rosanna Benzi, di fronte all'ospedale San Martino di Genova.

«È una situazione scandalosa e al limite del paradosso che abbiamo ereditato dalle precedenti giunte, ma su cui dobbiamo mantenere alta l'attenzione e fare pressing sui soggetti competenti perché venga risolta una volta per tutte – ha detto Rosso – in questi anni, oltre a non essere stata portata a compimento l'opera, gli utenti dell'ospedale si sono visti togliere l'accesso diretto al San Martino, i più comodi parcheggi taxi e bus. Una situazione che va assolutamente sanata perché oltre a creare disagi agli utenti, mortifica anche il lavoro delle grandi professionalità interne all'ospedale».

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