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Doria: «Difendere con forza l'integrità del Nautico»

«Apprendo proprio nel corso della mia prima giornata da sindaco di Genova che la paventata “secessione” dal Salone Nautico Internazionale degli espositori appartenenti al settore velico sarebbe in procinto di materializzarsi», ha esordito Doria

Il sidaco di Genova Marco Doria è intervenuto con una nota sulla difficile situazione del Salone Nautico. «Apprendo proprio nel corso della mia prima giornata da sindaco di Genova che la paventata “secessione” dal Salone Nautico Internazionale degli espositori appartenenti al settore velico sarebbe in procinto di materializzarsi. Questo è per me motivo di grande preoccupazione: difendere con forza l’integrità del Nautico, come patrimonio comune della città, è a mio avviso un obiettivo strategico. Il Salone, nato nel 1962 a Genova per l’intuizione di Giuseppe De Andrè, puntando sulla vocazione economica, storica e culturale della città, è con ogni probabilità l’appuntamento di settore più rilevante al mondo, considerata l’importanza ed il peso specifico dei produttori italiani, ed è un evento profondamente radicato nel tessuto economico cittadino».

«Il momento di grave crisi – prosegue il sindaco Marco Doria - non deve rappresentare l’occasione per iniziative dirompenti che, attraverso lo svuotamento del Salone Nautico, rischiano di compromettere Fiera di Genova, la società pubblica partecipata al 32% dal Comune di Genova che, insieme a Ucina, da 52 edizioni promuove e organizza un evento capace di attrarre a Genova oltre 220.000 visitatori (il 10% dei quali dall’estero), con un indotto per la città di oltre 150 milioni di euro l’anno».

«Privare di una sua capacità attrattiva il Salone Nautico – conclude il sindaco - con una concorrenza cittadina che si avvantaggia oggettivamente degli investimenti pubblici senza contribuire a tali sforzi, significherebbe disperdere un fondamentale evento internazionale della nostra città e uno dei momenti di maggior attrazione per appassionati e turisti. Genova deve fare sistema per crescere armoniosamente e non essere vittima di un dumping cannibalizzante che lascerebbe, alla fine, solo sconfitti sul terreno».

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