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Martedì, 18 Giugno 2024
Politica

Rossetti (Azione) assente nel giorno della mozione di sfiducia a Toti: "Problemi di salute"

Il consigliere regionale in un comunicato spiega che comunque "la mozione ha compattato la destra e sarà solo l'occasione per ribadire le consolidate contrapposizioni". Da Calenda tempo fa era arrivata la linea: "Non si chiedono le dimissioni per le inchieste"

Nel giorno della mozione di sfiducia indirizzata al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, agli arresti domiciliari, non è passata inosservata l'assenza del consigliere regionale Pippo Rossetti. Il consigliere - prima Pd, ora Azione - ha diramato una nota, a seduta conclusa, in cui ha parlato di problemi di salute. Anche smentire le voci che lo volevano assente per motivi politici, essendo l'unico consigliere di opposizione che non ha aderito alla mozione.

Il leader nazionale di Azione Carlo Calenda, infatti, parlando del caso Toti aveva detto che "non si chiedono dimissioni per inchieste. Spetta alla maggioranza valutare se ci sono le condizioni per proseguire il lavoro, anteponendo a ogni altra considerazione il bene della regione".

"Mi spiace molto non essere riuscito a essere presente proprio in questa seduta del consiglio ma sono stato fermato da problemi di salute" ha detto Rossetti. Che poi critica la mozione presentata dal resto della minoranza: "Come temuto e previsto, la mozione ha compattato la destra e sarà solo l'occasione per ribadire le consolidate contrapposizioni. Ci sono forti motivazioni politiche perché non solo Toti, ma tutte le forze del centrodestra vengano chiamate alle proprie responsabilità per aver svuotato le istituzioni e aver spostato i centri delle decisioni in altre sedi. Lo avevamo detto in tempi non sospetti: la giunta ha impedito per la ricerca del consenso di una categoria piuttosto che di un altra, di questo o di quell'amministratore locale, di votare piani obbligatori già predisposti dagli uffici, come quello dei servizi  funerari, o sospeso sine die leggi come la norma sul gioco d'azzardo. I partiti, l'economia e le istituzioni interagiscono tra loro ma con ruoli ben distinti, e ciò consente a quest'ultime di decidere in modo trasparente nell'interesse collettivo".

Rossetti aveva preparato in ogni caso un intervento affrontando un tema in particolare: "Bisognava promuovere la diga insieme al piano regolatore portuale e salvaguardare tutte le funzioni, non immaginare di rendere il porto una piattaforma di container. È l'aspetto più strategico dell'attuale discussione, perché inciderà sul futuro dell'intero Paese per i prossimi 100 anni. Il porto di Genova è poli-merce e ha uno specifico corridoio logistico che va preservato, mentre è evidente che la relazione porto-città va a discapito di quest'ultima senza la soluzione del trasporto su ferro che, sappiamo, non sarà risolto per  un'insufficiente pianificazione della logistica retroportuale. Vigileremo nelle prossime settimane perché non solo si proseguano le opere pubbliche necessarie, ma anche perché non si fermino pianificazioni e politiche che riguardano tutti i servizi pubblici come quelli scolastici, sanitari e di trasporto locale".

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