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Rifiuti, la Commissione parlamentare contro Comuni e Regione: «Mancanza di strategia»

A un anno dall'ispezione dell'organismo incaricato di supervisionare il ciclo dei rifiuti arriva il verdetto: la Liguria produce più rifiuti procapite del resto delle Regioni, e non sa gestirli

Una regione che si piazza in cima alla classifica di quelle che producono più rifiuti procapite, e all’ultimo posto tra quelle che sono in grado di gestirli: questo il quadro presentato questa mattina dalla Commissione parlamentare d’inchiesta incaricata di supervisionare il ciclo dei rifiuti e la conseguente emergenza in Liguria.

Una relazione di quasi 200 pagine, quella presentata dal team composto dal presidente Alessandro Bratti (Pd) insieme con Giovanna Palma e Miriam Cominelli (Pd), Stefano Vignaroli e Alberto Zolezzi (M5S) e Giuseppe Compagnone (Gal, Grandi Autonomie e Libertà), che nel gennaio del 2015 avevano visitato i principali luoghi di smaltimento dei rifiuti della Liguria e a distanza di un anno hanno emesso il verdetto: emergenza, che se prima non era dichiarata oggi è conclamata, ed è dovuta principalmente alla «mancanza di strategia” da parte dei soggetti in campo per gestirla, Comuni e Regione in testa.

E proprio dalla Regione è arrivata la replica di Giacomo Giampedrone, da maggio 2015 assessore regionale all’Ambiente, che a margine dell’incontro di questa mattina ha fatto sapere che «la commissione parlamentare di inchiesta ha finalmente riconosciuto che in Liguria c'è un'emergenza che evidentemente la passata giunta regionale non vedeva. Per questo l'attuale giunta, appena insediata, ha approvato una nuova legge dei rifiuti che incentra tutto sul recupero di materiale e sulla raccolta differenziata, in quanto la percentuale raggiunta oggi in Liguria del 35% è inaccettabile nel 2016, non solo rispetto alle regioni del Nord, ma italiane e rispetto agli obiettivi previsti dalla normativa che ci imponevano di raggiungere percentuali molto diverse già nel 2012».

«I sindaci dovranno fare uno sforzo eccezionale – ha sottolineato ancora Giampedrone – E se a levante e a ponente ci si sta muovendo, a metà febbraio infatti verrà inaugurato a Cairo Montenotte il primo biodigestore in Liguria, non è così a Genova, dove Amiu, Città Metropolitana e Comune devono sedersi intorno a un tavolo e fare delle scelte per arrivare a risultati concreti».

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