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Renzi, "toccata e fuga" sui cantieri del Bisagno

Il segretario generale del Pd è arrivato a Genova intorno a mezzogiorno e si è subito diretto verso viale Brigate Partigiane. Ad accoglierlo il governatore Giovanni Toti

È arrivato come previsto poco prima di mezzogiorno a Brignole, a bordo del treno del suo “Destinazione Italia” tour, e si è diretto subito verso i cantieri per la messa in sicurezza del Bisagno per una visita: è stata una visita lampo quella del segretario generale del Pd Matteo Renzi a Genova, una “toccata e fuga” prima di risalire in carrozza e dirigersi verso Savona.

Ad accogliere l’ex premier, oltre ai rappresentanti locali del Partito Democratico, anche i lavoratori edili di Spea e Pavimental, che avevano annunciato l’intenzione di attenderlo per sottoporgli la loro vertenza. Renzi ha poi incontrato Toti sui cantieri del terzo lotto per la messa in sicurezza del Bisagno, di cui il governatore ligure è commissario straordinario: «Finalmente si è smesso di perdere tempo - è stato il commento del segretario del Pd - Nel 2014 abbiamo sbloccato le risorse per i cantieri dopo le terribili alluvioni che hanno colpito Genova, e finalmente i genovesi possono vedere un primo cantiere chiuso e un secondo cantiere in corso di realizzazione, e avere la certezza dei finanziamenti da qui al 2022, quando i lavori dovrebbero essere conclusi. Sono 9 miliardi i soldi destinati alla messa in sicurezza del dissesto idrogeologico, e bisogna spenderli».

Concilianti anche le parole di Toti: «La lotta al dissesto idrogeologico e la vita dei cittadini non sono argomento di campagna elettorale - ha commentato - Come commissario straordinario di governo ho accolto il segretario del Pd Matteo Renzi per un sopralluogo sul grande cantiere del Bisagno che metterà finalmente in sicurezza la città di Genova».

Presente all’incontro anche Raffaella Paita, attuale capogruppo del Pd in Regione ed candidata alla presidenza di via Fieschi, che con Toti ha scambiato qualche battuta “al vetriolo”. Immediata la battuta di Renzi: «Sembrate Sandra e Raimondo», ironia con cui ha chiuso la visita e si è diretto nuovamente verso la stazione per far rotta su Savona.

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