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Regione, FdI presenta documento per i diritti Lgbt, il centrosinistra non vota: "Riduttivo e ipocrita"

Approvato con i voti della maggioranza un documento che impegna presidente della Regione e giunta a farsi promotori verso governo e UE della richiesta di "prendere le distanze da quei Paesi i cui ordinamenti prevedono il reato di omosessualità" e non stringere con loro "accordi di cooperazione culturale"

Bagarre in consiglio regionale, nella seduta di martedì 28 giugno 2022, per un ordine del giorno presentato da Veronica Russo di Fratelli d'Italia e sottoscritto anche dal dal gruppo Cambiamo con Toti. Il documento è stato approvato con i voti della maggioranza (16) mentre la minoranza ha deciso di non partecipare alla votazione. Impegna il presidente della Regione e la giunta a farsi promotori verso governo e Unione Europea della richiesta di "condannare apertamente e prendere le distanze da quei Paesi i cui ordinamenti prevedono il reato di omosessualità" e non stringere con loro "accordi di cooperazione culturale". Impegna inoltre ad adottare iniziative, per quanto di competenza nelle sedi nazionali e internazionali "affinché non vengano organizzati eventi e manifestazioni sportive negli Stati che prevedono il reato di omosessualità per tutelare l’incolumità degli atleti omosessuali e, comunque, non vi partecipino le squadre italiane". Nel documento si rileva che ci sono 69 Stati in cui le relazioni tra adulti dello stesso sesso sono considerate reato, spesso in virtù dell’applicazione della sharia, la legge coranica all’interno del proprio ordinamento.

Garibaldi (Pd): "Riduttivo e strumentale"

La minoranza in consiglio regionale, come detto, ha deciso di non partecipare al voto. Secondo Luca Garibaldi, capogruppo del Partito Democratico-Articolo Uno, è stata "un'iniziativa strumentale" perché "la discriminazione sessuale va condannata in tutti i Paesi e le persone omosessuali vanno tutelate sempre".

"L’Ordine del giorno presentato da Fratelli d'Italia - sottolinea Garibaldi - era un documento strumentale e riduttivo che non potevamo votare, perché fare un distinguo fra Paesi fuori e dentro l’Unione Europea , quando in Europa abbiamo Stati come Polonia e Ungheria, Paesi amici di Fratelli D’Italia e della sua leader, dove l’omosessualità è ancora oggetto di discriminazioni, dimostra una visione parziale, e di parte, della realtà".

"Per questo - conclude il capogruppo del Pd - non abbiamo partecipato alla votazione, mentre saremmo stati disponibili a sostenerlo se solo la consigliera lo avesse modificato, inserendo una condanna a ogni forma di discriminazione in ogni ambito, non solo quello sportivo, e in tutti i Paesi, compresi quelli facenti parte l’Unione Europea. La salvaguardia dei diritti deve essere perseguita sempre e non a convenienza".

Pastorino (Linea Condivisa): "Ipocrita, cita solo Paesi non europei"

Anche Gianni Pastorino di Linea Condivisa ha spiegato le ragioni del no: "Un ordine del giorno ipocrita - l'ha definito - sono stati citati solo Paesi non europei, ignorando tutte le violente discriminazioni che le persone della comunità Lgbtqia+ subiscono in Polonia e Ungheria. Si parla inoltre di evitare di stringere accordi di cooperazione culturale, senza accenni agli accordi economici o alla vendita di armi a questi Paesi da parte dell'Italia. I diritti civili vengono sempre dopo gli interessi privati".

Pastorino attacca poi il partito che ha proposto il documento: "Fratelli d'Italia ha esultato quando il Ddl Zan veniva affossato, ha votato contro la risoluzione del Parlamento Europea che chiedeva a ogni stato membro di garantire matrimonio egualitario e adozioni per le famiglie omogenitoriali, da sempre si oppone all'inserimento di corsi obbligatori di educazione all'affettività e alla sessualità nelle scuole e ha ospitato a dicembre 2021 i polacchi di 'Diritto e Giustizia', il partito di destra che guida il paese dal 2015 promuovendo alcune delle peggiori leggi dal punto di vista dei diritti civili. Quindi questo ordine del giorno è vergognoso, ipocrita e inaccettabile. Insieme a tutte le forze di opposizione abbiamo ritenuto che la risposta politica migliore fosse non partecipare al voto".

Russo (Fratelli d'Italia): "Sinistra paradossale"

Difende invece il proprio ordine del giorno, e passa al contrattacco, Veronica Russo di Fratelli d'Italia: "I consiglieri della sinistra in Regione sono un continuo paradosso: si proclamano paladini dei diritti Lgbt, mettono sui loro profili social bandiere arcobaleno ma poi non votano un mio ordine del giorno così importante solo per motivi futili e pretestuosi".

"Secondo l’ultimo rapporto pubblicato nel 2020 dall’Ilga World, nel mondo sono ben 69 gli Stati in cui le relazioni consensuali tra persone adulte dello stesso sesso sono considerate reato. Il reato di omosessualità è punito con pene severe che possono culminare fino alla pena capitale in addirittura 11 Stati - spiega Veronica Russo - è paradossale che mentre in Europa ed in Italia vengono portate avanti battaglie in difesa dei diritti Lgbt, il Parlamento italiano invece stringa accordi con questi Paesi".

"Per l'ennesima volta - aggiunge Russo - un odg presentato da Fratelli d'Italia viene strumentalizzato da coloro che in piena difficoltà preferiscono ancorarsi a motivazioni insensate - ad esempio che non è argomento di interesse regionale o che la discussione avrebbe dovuto comprendere aspetti più ampi in merito ai diritti Lgbt - A questo punto la domanda nasce spontanea: tutti gli ordini del giorno che la sinistra ha presentato da inizio legislatura su un argomento così importante come questo, erano fuori luogo o riduttivi in quanto trattavano argomenti puntuali? Mi vien da pensare invece che il problema riguardi il fatto che questo ordine del giorno sia stato presentato da una forza di centrodestra considerata omofoba, con assoluto pregiudizio degli stessi che oggi non hanno votato a favore dei diritti degli omosessuali".

"La sinistra che ha chiesto a gran voce che nell'odg fosse esplicitata la condanna sia per i Paesi Ue che per quelli extra Ue - conclude la consigliera di Fratelli d'Italia - ha letto il dispositivo? La risposta a nostro avviso è no, perché nel documento si chiede la condanna nei confronti di tutti gli Stati che prevedono il reato di omosessualità senza nessuna contestualizzazione. Ci hanno accusato di non aver citato in maniera esplicita Polonia e Ungheria poichè ritenuti amici: ricordo sempre agli stessi paladini che in questi Paesi l'omosessualità non è affatto un reato. Registriamo i loro pretesti e andiamo avanti: ringrazio i colleghi che hanno dato voto favorevole consentendo l'approvazione".
 

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