Concessione di spazi a estrema destra: la Regione rinvia il voto

L'ordine del giorno per vietare gli spazi a movimenti di stampo fascista e promuovere la cultura antifascista è stato proposto dal Pd. Ma Toti ha rimandato l'analisi in commissione

Ancora polemica, stavolta in Regione, per la concessione di spazi a partiti e movimenti di estrema destra: nel corso del consiglio Regionale di martedì è stato rimandato in commissione un ordine del giorno presentato dal Pd per escludere «l'utilizzo di sale e spazi interni alle sedi dell'assemblea per le associazioni o le manifestazioni che si richiamano al fascismo o che abbiano orientamenti razzisti, xenofobi, antisemiti, omofobi e discriminatori». 

L’ordine del giorno ricalca quello già approvato, tra le polemiche, in consiglio Comunale, e il presidente della Regione, Giovanni Toti, ha chiesto un approfondimento in commissione prima di deliberare. 

Il documento impegnerebbe l'Ufficio di presidenza dell'assemblea e la Giunta Toti a «promuovere la conservazione della storia dell'antifascismo e la cultura antifascista nelle sedi istituzionali in Regione» e a «escludere la possibilità di concedere il patrocinio della Regione a manifestazioni o associazioni che si richiamano al fascismo». 

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«Sono contrario ad ogni tipo di fascismo, comunque si manifesti - afferma Toti - Temo che nei buoni propositi della mozione del Pd ci sia un veleno discriminatorio. Se io riconoscessi un fascista nelle sue forme, così come indicate dalla Costituzione, dovrebbe andare dal procuratore della Repubblica e denunciare. Non sono le assemblee elettive ad applicare leggi e regolamenti». Il governatore ligure ha quindi inviato i consiglieri Pd a «ripensare a questo ordine del giorno, e a riformularlo, perché non credo che la giunta della Liguria possa applicare cose non decise da un tribunale circa fascismo e antifascismo: un partito che si presenta alle elezioni e ha passato al vaglio della Corte d’Appello, non ha diritto ad avere una sede?»

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