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Regione: approvata la riduzione del numero di consiglieri e assessori

Approvata la legge che prevede la riduzione a 30 del numero di consiglieri (attualmente il limite massimo è di 50), oltre al Presidente della Giunta regionale, e la riduzione a 6 del numero degli assessori (attualmente il limite massimo è di 12)

Genova - Con 38 voti a favore e un astenuto (Roberto Bagnasco del Pdl)  è stata approvata la proposta di legge numero 235 (iniziativa dell'Ufficio di Presidenza): "Modifiche agli articoli 15 e 41 della legge statutaria 3 maggio 2005, n. 1 (Statuto della Regione Liguria) sul numero dei consiglieri e degli assessori".

La proposta di legge, composta di tre articoli,  prevede la riduzione a 30 del numero di consiglieri (attualmente il limite massimo è di 50), oltre al Presidente della Giunta regionale, e la riduzione a 6 del numero degli assessori (attualmente il limite massimo è di 12). La proposta dispone, infine, che le norme siano applicate dalla X legislatura.

Approvato con 36 voti a favore e un astenuto (Francesco Bruzzone della Lega Nord Liguria-Padania) un emendamento del consigliere Ezio Armando Capurro (Noi con Claudio Burlando) che puntualizza che il Consiglio regionale è composto "da non più di trenta consiglieri".

Il vicepresidente del Consiglio Michele Boffa  (Pd)  ha chiesto una presa di posizione unanime del Consiglio sulla questione accogliendo le modifiche «chirurgiche e obbligatorie» di riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori. Boffa ha ricordato, da un lato, che il provvedimento è un atto dovuto sulla base di una legge nazionale che la Regione deve recepire nel proprio Statuto in tempi strettissimi con una doppia votazione, dall'altro, che modifiche più complesse richiederebbero un'analisi più circonstanziata e tempi più lunghi. A questo proposito Boffa ha ripetutamente chiesto ai consiglieri di ritirare emendamenti che toccassero altri temi rinviando la discussione sugli stessi ad un approfondimento in commissione ed evitando votazioni e contrapposizioni inopportune su temi istituzionali: «Nessuno si vuole sottrarre al necessario lavoro di restyling dello Statuto e del regolamento del Consiglio, anzi alcuni degli emendamenti presentati sono condivisibili, ma vogliamo lavorare bene alla revisione e non sull'onda emotiva di una forte pressione mediatica. D'altra parte – ha ricordato Boffa – la riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori entrerà in vigore dalla prossima legislatura». E quindi, secondo Boffa, c'è il tempo per valutarne tutte le ricadute generali.

L'appello di Boffa è stato sottoscritto dal vicepresidente del Consiglio Luigi Morgillo (Pdl)  e dal presidente del Consiglio regionale Rosario Monteleone che, di fronte all'insistenza di diversi consiglieri, in particolare Ezio Chiesa (gruppo Misto), Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania), Armando Ezio Capurro (Noi con Burlando),  ha chiesto al Consiglio di non dividersi e si è formalmente impegnato a portare in Ufficio di presidenza la proposta formale di costituzione «entro la fine del mese un gruppo tecnico-politico che affronti la revisione dello Statuto necessaria per il miglior funzionamento della Regione sulla base della riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori».

Nei suoi interventi il vicepresidente Boffa aveva spiegato che la riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori «non è stata portata in discussione prima perché alcune Regioni avevano obiettato sulla costituzionalità del decreto legge nazionale, una correttezza che invece la Corte costituzionale ha certificato».

Ma quali sono le modifiche in discussione? Boffa nel suo intervento ha ricordato: «C'è l'ipotesi di limitare a norma di Statuto il numero degli assessori esterni e qui le posizioni sono diverse, c'è l'ipotesi di eliminare la Consulta statutaria, di ridurre il numero dei membri dell'Ufficio di presidenza oggi composto da un presidente, due vice e due segretari, di accorpare l'ufficio del difensore civico con quello del garante per i minori. Alcune osservazioni sono state tradotte in emendamenti: io chiedo che questi emendamenti siano ritirati: non mi sembra opportuno caricare questa proposta di legge, via  Pdl, di altre norme che dovrebbero arrivare in aula dove dopo uno studio approfondito. Ricordo che sul fronte del risparmio siamo disponibili: il bilancio dell'assemblea legislativa è già stato ridotto del 10% senza bisogno che ci fosse imposto. Gli adempimenti previsti dal decreto legge 174 dovranno essere portati a termine entro il 23 dicembre. Tempi stretti che se non attuati porterebbero a penalizzazioni pesanti per la Regione con riduzione dei trasferimenti statali».

Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente):«Credo che alcuni assessori debbano potere essere scelti fra personalità esterne al Consiglio perché per dirigere un assessorato si richiedono competenze e capacità cha a volte possono non essere presenti in Consiglio. Le Regioni, anche a causa di recenti scandali, sono diventate il capro espiatorio della politica e ciò dispiace soprattutto perché la Liguria è una delle più virtuose e vicende che si sono verificate nelle altre Regioni non hanno mai avuto analogie da noi. La politica nazionale va rivista, quindi, soprattutto sotto il profilo dell'equità. Due esempi per tutti: il problema dei non autosufficienti, e la mancanza di sensibilità sociale per gli esodati».

Edoardo Rixi (Lega Nord - Liguria Padania) «Questo Governo – ha detto – taglia sempre gli altri ma non tocca mai gli sprechi che ha al suo interno. Fino ad oggi si è occupato di tagliare gli enti locali, già in situazione difficilissima, ma non ha toccato i ministeri dove gli sprechi sono enormi, che nella gran parte occupano edifici in affitto, ha colpito le pensioni più basse e allungato l'età pensionabile dei lavoratori, sacrificando soprattutto il Nord del paese, ma ha lasciato intatte le maxi pensioni e i maxi redditi. Si obbligano le Regioni a ridurre consiglieri e assessori ma il numero dei parlamentari resta lo stesso e il parlamento resta diviso in due camere fotocopia. Non si può dire che se non si riducono i consiglieri si taglia la sanità: quello italiano è uno Stato ricattatorio che ha perso il senso della lealtà istituzionale. Siamo di fronte ad una deriva che apre foschi scenari. La nostra Regione si è dimostrata virtuosa ma è stata molto debole dal punto di vista istituzionale: non è stata capace di tenere la testa alta nei confronti di una politica nazionale devastante».

Alessio Saso (Pdl) ha ribadito la necessità dell'Assemblea, nonostante i tagli imposti a ritrovare la propria dignità detto: «In una situazione normale questa norma sarebbe stata approvato in 4 minuti, ma così non è perché tutti abbiamo bisogno di avere consenso e di avere un'identità e dire che siamo diversi dalla casta, secondo un fenomeno quasi dissociativo». E ha invitato il Consiglio  ad assumere questo «minimo intervento perché gli interventi di grande respiro  non si possono fare al volo perché si fanno male. Noi, invece, abbiamo due anni davanti e possiamo fare quello che riteniamo giusto con i tempi richiesti per riforme più incisive».

Luigi Morgillo (Pdl) ha annunciato il ritiro degli emendamenti del gruppo per rinviare ad un dibattito successivo e più articolato ulteriori modifiche oltre a quelle previste nella proposta di legge.

«Noi dobbiamo rispondere in modo chiaro ad un'esigenza reale e in questo momento di riorganizzazione istituzionale anche le Regioni sono chiamate a fare adempimenti e gli adempimenti imposti dalle norme sono la riduzione di consiglieri e assessori. Nel 2000 e ci eravamo trovati di fronte ad una profonda trasformazione imposta dalle leggi Bassanini e nella nostra regione c'è sempre stato un atteggiamento di collaborazione e di correttezza istituzionale quando si è trattato di scrivere le norme principali per il funzionamento del Consiglio e là dove ci sono organismi come l'Ufficio di presidenza, eletto in rappresentanza di tutta l'Assemblea, questo è sempre stato delegato a fare la sintesi sulle regole che devono disciplinare il funzionamento dell'amministrazione. Raccolgo l'invito del collega Boffa e sono disponibile a ritirare i nostri emendamenti perché ci siano degli approfondimenti. Per esempio sulla nostra proposta di riduzione degli assessori esterni non mi sembra ci sia accordo unanime quindi è meglio un approfondimento Sono favorevole a ritirare anche quello sull'accorpamento del Garante dei minori e anche la proposta di abolire la Consulta statutaria: io credo sia utile abolirla, perché è stato un organo terzo e utile quando abbiano dato attuazione allo statuto ma ora mi sembra che dobbiamo trasformarlo, ma anche su questo ci deve essere consenso».

Matteo Rossi (Sel) ha accolto l'invito di Morgillo e ha criticato «la tendenza centralistica al risparmio» del governo e la riduzione del numero degli assessori agganciata a quella dei consiglieri: «Il numero dei consiglieri è legato al numero di abitanti, ma ritengo sbagliata la relazione fra assessori e consiglieri perché le funzioni attribuire alle regioni sono uguali in tutte le Regioni e gli assessori hanno le stesse competenze ovunque ed è sbagliato anche il percorso sui costi  dei gruppi perché esistono lavoratori e impiegati che svolgono una funzione importantissima».

Marco Melgrati (Pdl) si è dichiarato d'accordo con Morgillo e Rossi «Oggi siamo chiamati a dare un segnale della riduzione dalla prossima legislatura tutto il resto è solo esercizio verbale e ricordo, comunque, che il gruppo Pdl in tempi non sospetti aveva presentato una proposta di legge che non poteva essere discussa immediatamente perché modifica la legge elettorale ma vaticinava quello che è successo oggi e poneva l'eliminazione del listino».

Ezio Chiesa (Gruppo misto Liguria Viva) alla fine del dibattito ha annunciato il ritiro del suo emendamento purché ci sia accordo su tale proposta prima della seconda lettura della proposta di legge.

Armando Ezio Capurro (Noi con Burlando) – che ha visto approvato un suo emendamento – intervenendo nel dibattito ha ironizzato ricordando le proposte di riforma presentate dal Pdl: «L'anno scorso propose una riforma dello Statuto per ridurre a 40 il numero dei consiglieri che era già di 40. Per inciso io sarei anche per fissare il limite a 20 per questo chiedo si stabilisca nello statuto non più di 30 consiglieri. Il Pdl propose anche l'eliminazione del listino e su questo sono d'accordo. Tuttavia credo che questa discussione doveva essere fatte insieme alla riforma elettorale regionale che reputo assolutamente necessaria. Senza di questa oggi si approva un'incompiuta.  Dobbiamo mettere mano anche alle commissioni: oggi sono 8. Ne bastano la metà».

Gino Garibaldi (Pdl) ha espresso la propria soddisfazione ai gruppi consiliari per l’accordo raggiunto.


Edoardo Rixi (Lega Nord-Liguria Padania) aveva presentato un emendamento, respinto con 31 voti contrari e 3 astenuti (Melgrati, Morgillo e Rosso del Pdl)  «La riduzione del numero degli assessori si può attuare subito»,ha insistito il capogruppo della Lega rifiutando di ritirare il suo emendamento nel quale si chiedeva che il limite massimo di sei assessori entrasse in vigore già da questa legislatura rendendo così necessario un rimpasto della Giunta Burlando. Una proposta che Michele Boffa (Pd) ha definito «insostenibile e inapplicabile»  in quanto andrebbe contro la volontà del Presidente della giunta che, a norma dello Statuto vigente, ha la facoltà di nominare e revocare gli assessori. Nella votazione l'emendamento Rixi non è stato approvato.

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