menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Regione: disegno di legge per le modifiche al piano casa

E' stato approvato il disegno di legge per le modifiche al piano casa regionale. Dure critiche da parte dell'opposizione, Melgrati abbandona l'aula e Siri parla di "ambientalismo di maniera"

Al termine di un lungo dibattito, con 24 voti a favore (centrosinistra, Lega e Gino Garibaldi, Pdl), 1 contrario (Aldo Siri - Liste civiche per Biasotti presidente) e 1 astenuto (Giacomo Conti, Federazione della sinistra) è stato approvato il disegno di legge per la modifica del piano casa regionale (Misure urgenti per il rilancio dell’attività edilizia e per la riqualificazione del patrimonio urbanistico-edilizio).

Dopo l’approvazione lo scorso maggio del Decreto Sviluppo, poi convertito in legge lo scorso luglio, era necessario apportare alcuni correttivi per assicurare l’obiettivo di razionalizzare il patrimonio edilizio esistente e quello di riqualificare le aree urbane degradate anche utilizzando bonus volumetrici senza però occupare con colate di cemento nuove porzioni di un territorio già molto utilizzato.

Parola al presidente della commissione Territorio e Ambiente Massimo Donzella: "E' stato stabilito che l'ampliamento di volume dei fabbricati ''condonati'' si calcola misurando l'edificio nel suo complesso e poi sottraendo la parte condonata. E' stato anche stabilito che chi demolisce e ricostruisce un edificio può rifarlo a una distanza di 25 metri anche su un terreno acquistato in contemporanea con la nuova costruzione.  E' stata infine sancita la possibilità al proprietario di due fabbricati di demolirli entrambi e costruire un unico edificio con gli ampliamenti previsti dal piano casa. In questo modo evitiamo due ampliamenti su due distinti edifici risparmiando superficie costruita e migliorando anche la qualità delle costruzioni e dell’uso del territorio".

In particolare si pensa ai “casoni” e ai capanni diffusi in alcune zone agricole e ormai abbandonati e degradati. Se appartenenti ad un unico lotto, si  potranno demolire e accorpare i volumi in un unico edificio che garantisca l’abitazione ad alcune famiglie.

L’altra modifica riguarda i locali interrati su tre lati. Per favorire il proprietario il locale interrato che viene ricostruito viene calcolato con un volume inferiore di un terzo a quello esistente e viene trasferito con destinazione residenziale con un incremento del 20%.

Dure critiche al provvedimento sono venute da Marco Melgrati (Pdl): "Quello che approviamo oggi non rappresenta un elemento di novità, nel “piano casa” del Governo Berlusconi. È una rincorsa, da parte di questa amministrazione regionale, a evitare che una legge operativa dal 12 novembre dia i suoi frutti in Liguria. La visione completamente diversa tra il legislatore nazionale e quello regionale ha portato a una “diminutio” degli obiettivi di questa legge, che era nata per dare impulso al settore edilizio, in grande sofferenza. Chiedo che il Decreto Sviluppo sia applicato, perché questa modifica è solo un palliativo per impedire l’azione del Governo in Liguria. Il piano casa regionale contesta che possano accedere agli incrementi volumetrici, e questo secondo noi è un errore basilare, così come imporre limiti di metri cubi. Un altro grave errore è stato non discutere gli emendamenti presentati in commissione, sia di minoranza che di maggioranza. Questa legge non ha portato vantaggi all’edilizia: non si tratta di speculazione o cementificazione, questo provvedimento riguarda esclusivamente il costruito e le riqualificazioni, non certo nuove costruzioni. In Liguria non è stata fatta nessuna politica per l’edilizia. Non chiediamo di fare nuovi volumi, chiediamo di ristrutturare e ampliare l’esistente".

Duro l’intervento di Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) sulla tutela ambientale: "Nel centrodestra esiste una componente ambientalista moderata che è una novità. Le tragedie dei giorni scorsi, e quelle future – perché se andiamo in questa direzione non mancheranno – sono ascrivibili a chi ha permesso di costruire interi quartieri in modo dissennato. Non si può avere la demenza, la scelleratezza di approvare un regolamento che riduce le distanze per edificare lungo gli argini e poi venire in Consiglio a piangere lacrime di coccodrillo. Non si può fare “ambientalismo di maniera”, tutti hanno sulla coscienza le vittime dell’alluvione. La Liguria è la Regione che ha la più alta percentuale – 43% - di cementificazione del territorio." 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Caligo: Genova si sveglia (ancora) nella nebbia, le foto più belle

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

GenovaToday è in caricamento