Da Voltri allo stadio Carlini, via libera dalla Regione a una decina di nuovi supermercati

Uno studio ha vagliato le aree attualmente disponibili. A Genova sono: Ponente Voltri-Pra', Multedo, Centro Ovest Dino Col, Ponte Parodi, Val Polcevera; Medio Levante-Centro Est via Piave, Stadio Carlini corso Europa; Val Media-Alta Bisagno

Entro la fine di luglio passerà all'esame del Consiglio regionale la mappa degli ambiti idonei a grandi superifici di vendita e a centri commerciali, insieme ai criteri per garantire la sicurezza, la sostenibilità ambientale e la concorrenza tra gli operatori.

La mappa è stata definità in base a uno studio condotto da Regione Liguria insieme a Unioncamere e affidato all'Istituto Tagliacarne. Lo studio (che verrà presto pubblicato) ha analizzato 27 ambiti in base a 15 indicatori di sostenibilità. Sono risultati idonei 15 ambiti: di questi 3 hanno prescrizioni di sicurezza che andranno superate con lavori adeguati.

Le aree individuate dallo studio dell'Istituto Tagliacarne che saranno sottoposte all'iter consiliare sono: Ventimiglia nell'ex parco ferroviario Roja, a Vallecrosia (ex vaseria Tonet), nell'ambito loanese (casello A10 Borghetto Santo Spirito-Toirano), Val Bormida (tra Cairo e Carcare), a Genova (Ponente Voltri-Pra', Multedo, Centro Ovest Dino Col, Ponte Parodi, Val Polcevera; Medio Levante-Centro Est via Piave, Stadio Carlini corso Europa; Val Media-Alta Bisagno), Santo Stefano Magra (Stazione-autostrada e area ex Vaccari), La Spezia (aree dismesse Via Maralunga). Le 3 aree sottoposte a interventi di messa in sicurezza per problematiche relative al dissesto idrogeologico sono a Genova nelle aree ex Guglielmetti in Val Bisagno, l'area di Sestri Ponente e di via Merano (ex fonderie Multedo).

«È una legge - ha detto il presidente Giovanni Toti - che apre alla concorrenza e al contempo tutela il commercio al dettaglio nelle aree storiche. Siamo convinti che sia un provvedimento con parametri oggettivi e regole uguali per tutti che non daranno vita a interpretazioni di norme più favorevoli ad alcuni che ad altri, in modo che venga ristabilita la normale concorrenza. Ora tutti coloro che vogliono investire avranno dignità di accesso, per consentire ai cittadini di scegliere fra offerte competitive. Vogliamo che la Liguria e Genova siano all'altezza delle città europee, siano in grado di offrire un ampio spettro di opportunità, più accattivanti e competitive».

«Abbiamo messo al primo posto il rispetto del territorio e la salvaguardia delle aree urbanistiche di pregio - ha detto l'assessore allo sviluppo economico e al commercio Edoardo Rixi - abbiamo fotografato la situazione esistente e, attraverso criteri oggettivi, garantiamo parità di accesso a tutti gli operatori. Nella norma sono anche previsti procedimenti più trasparenti e stringenti per gli outlet e per la trasformazione delle strutture già esistenti. Bisogna equilibrare lo sviluppo della grande distribuzione con le esigenze di un territorio fragile come il nostro, salvaguardando al contempo i negozi di vicinato che rappresentano un presidio economico importante per rivitalizzare le nostre città e il nostro entroterra. Per questo abbiamo deciso di condividere con il Consiglio la mappa delle aree che sono risultate compatibili con i criteri».

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Sugli scudi Confesercenti. «La parametrazione dell'apertura di una media o grande struttura di vendita a criteri oggettivi di sostenibilità ambientale, rischio idrogeologico, salute, tutela dei beni culturali e così via è sicuramente un'impostazione nuova, condivisibile e che potrebbe diventare anche un riferimento a livello nazionale - commenta la presidente di Confesercenti Liguria Patrizia De Luise -. Certamente è difficile pensare che il commercio di vicinato ligure possa oggi sostenere 15-18 nuove strutture di grande distribuzione organizzata (al netto degli eventuali trasferimenti senza ampliamenti), per questo andranno analizzati uno ad uno gli ambiti individuati per una corretta valutazione delle singole situazioni, ma sicuramente l'impegno che chiediamo fin da ora al consiglio regionale è di una forte restrizione delle nuove aperture. Attendiamo di conoscere il testo per iniziare un costruttiva discussione con l'amministrazione regionale».

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