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Regionali, Luca Pastorino lascia il Pd e scende in campo

Il sindaco di Bogliasco ha ufficializzato le dimissioni inaugurando la campagna elettorale per la corsa alla poltrona di governatore della Liguria

«Questa mattina ho telefonato ad Alessandro Terrile, segretario provinciale del Pd, e a Roberto Speranza, il mio ormai ex capogruppo alla Camera, per consegnare le mie dimissioni»: con queste parole Luca Pastorino ha ufficializzato l'uscita dal Partito Democratico e la conseguente discesa in campo nella corsa alle imminenti elezioni regionali con una lista di sinistra alternativa a quella di Raffaella Paita, dando così inizio alla sua campagna elettorale.

«Si tratta di una scelta partita da ciò che è successo qui in Liguria con le Primarie, quando sono stati calpestati principi etici e morali di cui il partito nazionale non si è accorto, o non si è voluto accorgere. Non è una cosa facile, quella che stiamo facendo, ma crediamo di poter mettere in campo un’alternativa valida e credibile», ha esordito emozionato il sindaco di Bogliasco davanti alle tante persone venute ad applaudirlo al Mercato del Carmine, location scelta per il fischio d’inizio della corsa alla poltrona di governatore della Liguria, spiegando che «bisogna dire basta alla politica malsana, i partiti devono tornare ad ascoltare il territorio e a capirne le esigenze. Dobbiamo rimetterci in discussione, e fare tutti un passo indietro. ln questi 5 anni di gestione della Regione ne abbiamo viste di tutti i colori, ma non sono soltanto i civatiani a voler cambiare le cose, c’è tutto un mondo dietro. Questa decisione l’abbiamo presa insieme nel corso del tempo, ed è arrivato il momento di fare qualcosa. I miei valori continuano a essere quelli di sempre, quelli che avevo abbracciato con Sel (che lo sosterrà insieme con Rifondazione, ndr). Qui non si tratta del rischio di venire espulso dal partito, ma di avere la forza di offrire un’alternativa».

Diversi i riferimenti e gli appelli all’unità, ma sulla lettera aperta che Giorgio Pagano, ex sindaco della Spezia e altro candidatodi sinistra (appoggiato da Liguria Civica e da una ristretta fazione di Sel), gli ha scritto nei giorni scorsi per invitarlo a “fare un passo indietro insieme” e “trovare un terzo candidato alternativo che rappresenti tutti”, Pastorino è lapidario: «Non mi pare che le cose che dico io siano poi così diverse da ciò che dice lui. Il suo appello è tardivo, non c’è più tempo. Abbiamo bisogno di profili normali, e non di chissà quale candidato, e comunque altri avrebbero dovuto cercarlo prima. E’ il momento di partire, non si può più temporeggiare».

E a chi gli chiede se la Liguria, dopo la frattura interna al partito, è diventato “laboratorio nazionale”, il primo cittadino di Bogliasco risponde che «non lo so, per adesso partiamo da qui. Con tutto il bene che posso volere a Lorenzo Guerini, il suo è un appello dell’ultimo minuto e non ci stanno più, perché non lo capisce più nessuno».

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