Referendum taglio parlamentari, i risultati

Si è votato anche a Genova e in Liguria per il referendum costituzionale. Netta la vittoria del 'sì'

Si è votato anche a Genova e in Liguria per il referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei Parlamentari. Si tratta dell quarto referendum costituzionale della storia della nostra Repubblica dopo quelli del 2001 (Modifica al titolo V della Costituzione), 2006 (Modifica parte seconda della Costituzione) e 2016 (riforma Renzi-Boschi). Nel primo vinse il Si, negli altri due il no. Il sì prevale a livello nazionale con il 69,64% contro il 30,36% del no. In Liguria ha votato sì il 63,78%, no il 36,22%. A Genova ha votato sì il 61,53%.

Affluenza referendum costituzionale

L’affluenza in Liguria per il referendum (per cui non è previsto il quorum) è stata del 59,15%, percentuale che la rende tra le regioni italiane con più partecipazione: non una sorpresa, tenendo conto che nelle regioni in cui si è votato anche per le Regionali l'affluenza è stata inevitabilmente maggiore (come è accaduto per le altre 4 regioni con affluenza alta). In provincia di Genova ha votato il 59,35% degli aventi diritto.

Nessun Quorum

A differenza dei referendum abrogativi il referendum costituzionale non prevede il raggiungimento del quorum, ovvero la partecipazione della metà più uno degli elettori aventi diritto. La riforma costituzionale sottoposta a referendum, per essere approvata, richiede "solo" l'appprovazione della maggioranza dei voti validi, indipendentemente dal numero di persone che si recherà ai seggi, come previsto dall'articolo 138 della Costituzione 

Il testo del quesito referendario

Questa volta gli italiani sono chiamati a votare per approvare o respingere il testo di legge sulle "Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari" secondo il seguente quesito: "Approvate il testo della legge costituzionale concernente "Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari", approvato dalle due Camere del Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - Serie generale - n. 240 del 12 ottobre 2019?".

Cosa si vota?

Si vota, come detto, la riduzione del numero dei parlamentari: deputati e senatori. Tre gli articoli che compongono il disegno di legge Costituzionale che è  stato approvato  dal  Senato della Repubblica, in seconda votazione, con la  maggioranza  assoluta dei suoi componenti l'11 luglio 2019, e dalla Camera
dei deputati, in seconda votazione, con la maggioranza dei due  terzi dei suoi componenti, l'8 ottobre 2019. 

L'articolo 1 della legge modifica l'articolo 56 della Costituzione riducendo il numero dei deputati dagli attuali 630 a 400 e il numero degli eletti alla Camera nella circoscrizione Estero da 12 a 8.

L'articolo 2 modifica invece l'articolo 57 della Costituzione riducendo il numero dei senatori da 315 a 200 e gli eletti al Senato della circoscrizione Estero da 6 a 4. Si abbassa anche il numero dei senatori assegnati a ogni regione da 7 a 3 e lo stesso discorso vale per le province autonome di Trento e Bolzano che vengono quindi equiparate alle regioni 

L'articolo 3 modifica invece l'articolo 59 della Costituzione, relativo ai Senatori a vita, che non potranno essere in nessun caso più di 5 in carica conemporaneamente. In precedenza si erano distinte due linee interpretative: quella secondo la quale ogni presidente della Repubblica poteva nominare 5 Senatori a vita indipendentemente da qualli già presenti in Senato e quella secondo la quale non dovevano essere comunque più di 5. La modifica dell'articolo 59 chiude definitivamente la questione.

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L'articolo 4, infine, definisce l'entrata in vigore delle disposizioni precedenti. Ovvero dalla  data  del  primo scioglimento o della prima cessazione delle  Camere  successiva  alla data di entrata in  vigore  della  legge  costituzionale  e comunque non prima che siano decorsi sessanta giorni  dall'entrata in vigore della legge.

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