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Referendum, Terrile ammette la sconfitta e Regazzoni contrattacca

A Genova possibile il doppio voto in primavera con le amministrative che potrebbero coincidere con le elezioni politiche

Archiviato il referendum costituzionale con la vittoria netta del "No" è già tempo di pensare al futuro con i possibili scenari per quanto riguarda i prosimi mesi, ovviamente ancora da decifrare e legati alle decisioni che verranno prese dal Presidente della Repubblica Mattarella che oggi pomeriggio ricevrà il Premier Matteo Renzi che, come già annunciato, presenterà le proprie dimissioni. 

C'è chi ha già chiesto le elezioni immediate come il Movimento 5 Stelle e il segretario della Lega Nord Liguria Edoardo Rixi che in un post sulla propria pagina Facebook ha scritto "Ha vinto la democrazia, grande partecipazione del popolo italiano. Ha perso chi pensava di governare il Paese con i poteri forti. I cittadini hanno dimostrato di voler contare, ora sarebbe importante tornare al voto, al più presto"; ma ci sono anche posizioni più caute legate al doppio sistema elettorale tra Camera e Senato per cui un governo di transizione sarebbe necessario per cambiare la legge elettorale in vista delle elezioni. Su Facebook si è anche espresso il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, che ha scritto: "È stato un importante giorno per la democrazia in cui gli italiani hanno dimostrato un grande senso di responsabilità verso questo Paese. Ora subito al lavoro per un'Italia migliore".

E per quello che riguarda la città di Genova, considerando che difficilmente ci potranno essere elezioni immediate, si profila la possibilità di una doppia tornata elettorale in primavera dato che, come in altre importanti cttà italiane, nel 2017 sono previste le amministrative. E proprio gli esiti del referendum e la possibile coincidenza tra le due date elettorali potrebbero scompaginare gli scenari anche nella scelta dei candidati perché l'esito delle due consultazioni potrebbe essere legato da un doppio filo e una scelta sbagliata da una o dall'altra parte potrebbe risultare decisiva. 

E a tal proposito non sono mancate le prime dichiarazioni da parte di esponenti del Partito Democratico. Il segretario genovese Alessandro Terrile si è espresso attraverso i social network scrivendo: " Sconfitta netta e pesante. Abbiamo perso una battaglia che meritava di essere combattuta. Da domani non ci sarà più il governo Renzi, ma resta sul tavolo tutta la necessità di costruire istituzioni più efficienti e di restituire credibilità alla politica. Viva la democrazia".

In città sono anche circolate anche voci su un possibile "Doria-bis", ipotesi che ha trovato subito l'opposizione di Simone Regazzoni, candidato alle prossime elezioni, che ha scritto un lungo post sulla propria pagina Facebook rivolto proprio al segretario Terrile: "Ho visto il segretario del Pd genovese affrettarsi a mettersi alle spalle il referendum, per rassicurare quanti a sinistra hanno contribuito a far cadere il Governo Renzi che non è cambiato nulla, e che ora dobbiamo solo ricucire, e ricompattarci (magari attorno a una sorta di Doria bis come Luca Borzani). È una posizione politicamente subalterna, strategicamente suicida e che ci porterà a una sonora, meritatissima sconfitta. Perché confonde la necessità di rispondere davvero ai bisogni popolari con il desiderio di accordo tra ceti politici senza bussola. Auspico che tutti coloro che a Genova, nel Pd, si richiamano a Matteo Renzi comincino a parlare e dicano no a questo abbraccio mortale con chi, fino all'altro ieri, ci accusava di aver sostenuto una riforma autoritaria e che, ieri, ha festeggiato insieme alla peggiore destra la caduta del governo Renzi. Adesso non è più tempo di attendere. Ora ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità politiche e dire se il suo obiettivo primario è abbracciare Rete a sinistra e Sinistra italiana, dichiarando che la caduta del governo Renzi non cambia nulla, oppure provare a costruire, nel Pd, una candidatura e una strategia in grado di parlare alla città".

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