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Referendum, il sindaco Doria sceglie il 'No'

«Nel complesso ritengo che la proposta non cambi in meglio la nostra Costituzione», così il Primo cittadino

Con un lungo post sulla propria pagina Facebook il sindaco di Genova Marco Doria ha annunciato la propria scelta di votare “No” al referendum costituzionale di domenica 4 dicembre. Una scelta presa da «Cittadino partecipe alle vicende del paese - scrive Doria - cittadino partecipe e, purtroppo, negativamente colpito dalle tante strumentalizzazioni, falsificazioni o banalizzazioni che hanno caratterizzato questa campagna referendaria. Non intendo però questo referendum come un referendum sul governo».

Il sindaco motiva poi la sua scelta: «Nel complesso ritengo che la proposta non cambi in meglio la nostra Costituzione. Per questo intendo votare no al referendum del 4 dicembre», ma non fa mancare una differenziazione di vedute rispetto ai vari cambiamenti inseriti nella riforma che deve essere confermata dal voto popolare: «Sono obbligato, come tutti, a dire un sì o un no a un insieme di cambiamenti che sono da me singolarmente giudicati in modo differenziato. Sono ad esempio favorevole all’abolizione del Cnel, come pure a una diversa ripartizione delle competenze tra stato e regioni. Non condivido però la modifica proposta del Parlamento, con questa trasformazione del Senato, in presenza di una legge elettorale di cui si annuncia il cambiamento ma che è al momento la legge che funzionerebbe. E nel complesso ritengo quindi che la proposta non cambi in meglio la nostra Costituzione».

In chiusura inoltre il primo cittadino di Genova esprime il suo punto di vista sul post referendum, indipendentemente dalla vittoria del “sì” o del “no”: «Voglio poi esprimere ancora una volta con chiarezza il punto di vista di una persona di sinistra convinta che dopo il 4 dicembre, quale che sia l’esito del voto, grande debba essere l’impegno di tutti per ricucire quello che la campagna referendaria ha lacerato. Tanti cittadini genovesi e italiani che voteranno sì o no condividono valori e visioni della società in cui mi riconosco, che sento miei. Per affrontare le questioni del nostro tempo bisogna costruire intese che ci consentano di guardare oltre il momento del 4 dicembre, di affermare una linea che faccia crescere il paese, riduca le diseguaglianze, tuteli l’ambiente. Senza demagogia, consapevoli della difficoltà di gestire bilanci pubblici gravati da un debito pesante che non dobbiamo appesantire ulteriormente, contrastando con fermezza le violente spinte populistiche. Non è un impegno agevole ma è assolutamente obbligato e deve vedere uniti tanti che il 4 dicembre non si esprimeranno nello stesso modo».

Al sindaco hanno risposto il segretario del Partito Democratico di Genova Alessandro Terrile e Simone Regazzoni candidato alle prossime elezioni comunali entrambi schierati dalla parte del "Sì".

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