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Rissa sfiorata in consiglio comunale, D'Angelo (Pd): "FdI come Goebbels", la maggioranza: "Provocazioni"

Le reazioni ai momenti di tensione durante la seduta del consiglio comunale di martedì 11 giugno quando si è parlato del Liguria Pride

La maggioranza stigmatizza l'atteggiamento del presidente del consiglio comunale ma parla di "provocazioni" da parte dell'opposizione (tranne "Uniti per la Costituzione"), mentre la minoranza parla di clima pesantissimo e chiede le dimissioni di Cassibba. I riferimenti sono all'episodio di oggi, martedì 11 giugno, quando in Aula Rossa si è sfiorata la rissa durante un'accesa discussione sul Liguria Pride.

VIDEO | Pride: alta tensione, si sfiora la rissa in consiglio comunale

In particolare, verso la fine della discussione, il presidente Cassibba si è alzato dirigendosi verso il capogruppo del Pd Simone D'Angelo, che gli rimproverava di aver fatto parlare liberamente la consigliera Gaggero di FdI (che parlava di "volontà di manipolare le menti dei bambini") e di aver stoppato Francesca Ghio della lista Rossoverde (che aveva replicato dicendosi "schifata da quello che ho sentito"). Cassibba è poi stato bloccato dall'assessore Sergio Gambino. 

La minoranza poi, in segno di protesta, ha abbandonato l'aula (eccezion fatta per Mattia Crucioli di "Uniti per la Costituzione").

D'Angelo (Pd): "Da FdI posizioni come quelle di Goebbels nel 1935, fate schifo"

"Durante la discussione dai banchi di FdI - ha poi commentato D'Angelo - è stata espressa una posizione che sembrava ricalcare quello che affermò Goebbels nel 1935 al congresso nazista. Ovvero che esistano delle comunità che puntino a manipolare le menti dei bambini per colpire la cultura italiana. Lo si diceva degli ebrei e dei bolscevichi, oggi lo si dice della comunità Lgbtqia+. È una vergogna. E nell'esprimere il nostro sdegno abbiamo ricevuto una minaccia neanche troppo velata e un conseguente tentativo di aggressione fisica da parte del presidente del consiglio comunale. Credo che sia indegno assistere ancora a un certo tipo di affermazioni perché non sono solo le parole purtroppo. Sono i silenziosi gesti quotidiani a preoccupare". 

E ancora: "Oggi la consigliera Ghio, interrotta mentre cercava di esprimere la sua indignazione, ha urlato in sala rossa 'fate schiifo' di fronte all'ostentazione di quelle affermazioni. Ed è giusto ripeterlo: fate schifo".

Ceraudo (M5s): "Cassibba si dimetta"

“A Genova la democrazia risulta del tutto sospesa e in sua vece regna la prepotenza al punto che oggi è stato superato il limite: Cassibba è arrivato prima alle minacce verbali e poi all’intimidazione quasi fisica nei confronti del collega D’Angelo - tuona Fabio Ceraudo, capogruppo M5s -. È inaccettabile: Cassibba dimostri di avere un minimo di decenza e si dimetta subito. In alternativa, sia la sua stessa compagine politica a chiedergli di fare un passo di lato”.

Ceraudo continua: “Oggi avremmo voluto discutere di portualità e portare in Aula una nostra mozione sulla Diga, opera fondamentale per la città ma che allo stato attuale è inficiata dall’inchiesta che ha portato agli arresti figure apicali del sistema ligure. Persa anche quest’occasione per gettare basi più solide e trasparenti per il futuro del porto genovese. Il consiglio è stato più volte sospeso e alla ripresa dei lavori ho atteso invano che la maggioranza si scusasse per la postura tutt’altro che istituzionale di un loro esponente. Avendo continuato come se nulla fosse, anche io ho abbandonato l’aula”.

La maggioranza: "Provocazioni del centrosinistra"

"Pur stigmatizzando la reazione del presidente del consiglio comunale - hanno comunicato martedì sera i capigruppo di maggioranza - anche frutto delle continue provocazioni arrivate dai banchi dell’opposizione, non possiamo che sottolineare il comportamento irrispettoso nei confronti dell’aula tenuto dai consiglieri di minoranza: chi lascia i lavori adducendo a un clima di terrore fa un’affermazione gravissima e falsa. Dall’inizio della seduta il centrosinistra ha provato in ogni modo a evitare che i lavori si svolgessero regolarmente, tentando di disturbare o bloccare gli interventi dei colleghi di maggioranza. Una prova di forza alla faccia della libertà di espressione, un’azione da regime a tutti gli effetti". 

Infine, un'ultima battuta sulla discussione di una mozione sulla diga, affrontata dalla sola maggioranza e Crucioli: "Avremmo preferito sostenere il dibattito sulla futura diga foranea del porto di Genova anche con le forze di opposizione: c’erano tutte le condizioni per poterlo fare soprattutto dopo le scuse che il presidente ha ribadito riprendendo la seduta con l’invito, per primo a se stesso, di mantenere un comportamento degno nel rispetto dei cittadini. Siamo in democrazia, abbandonare l’aula è un atto di libertà, continuare i lavori di responsabilità".

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