Pellerano (Lista Biasotti): «In Liguria serve un assessore a tempo pieno per l’emergenza dei giovani»

Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, è intervenuto mercoledì 5 giugno 2013 durante il dibattito in consiglio regionale sull’occupazione giovanile

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Genova - «In Liguria è urgente dare maggior attenzione alle emergenze che riguardano i giovani, partendo da una ridistribuzione degli incarichi in giunta: occorre che le deleghe a scuola, formazione ed Università, che costituiscono un continuum naturale con quella delle Politiche giovanili, vengano affidate a un Assessore che possa dedicare tutto il tempo e le energie necessarie». Questa la proposta di Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che è intervenuto mercoledì 5 giugno 2013 durante il dibattito in consiglio regionale sull’occupazione giovanile.

«Ritengo – continua Pellerano – che non si possa chiedere all’assessore Rossetti di fare i salti mortali per assolvere all’impegnativa delega al Bilancio e allo stesso tempo a quella della Formazione. Penso sarebbe opportuna una ridistribuzione delle deleghe che riguardano i giovani, l’istruzione e la formazione, a trecentosessanta gradi, per consentire al titolare pieno impegno e attenzione in materia, tanto più alla luce dei dati preoccupanti che riguardano il mondo dei giovani, in particolare sulla dispersione scolastica e sulla loro difficoltà, purtroppo in continua crescita, a trovare un’occupazione in Liguria.

È evidente che dal 2010, quando sono state assegnate le deleghe in giunta, a oggi, il nostro Paese e la Liguria in particolare sono profondamente cambiati. E in peggio, purtroppo. Basti guardare ai dati diffusi da Confartigianato sull’imprenditoria giovanile: fino al 2011 rappresentava il fiore all’occhiello dell’economia ligure su scala nazionale, mentre oggi gli imprenditori under 40 sono sempre meno e molto spesso non arrivano al quinto anno di attività.

La politica ha il dovere di reagire, di dare una riposta alle continue mutazioni della società che rappresenta; deve essere in grado di coglierne i bisogni e di adottare soluzioni nuove. Oggi la Liguria ha bisogno di pensare ai propri giovani e la politica regionale ha il dovere di mettere in campo ogni strumento a disposizione per dare loro un futuro. Certo, la seduta di oggi di consiglio, disertata da molti consiglieri e membri della giunta, non è stato un bel segnale. Spero che pochi giovani l’abbiano seguita, altrimenti sarebbero stati sconcertati e delusi dai tanti banchi vuoti e dai discorsi qualunquisti e fuori tema che sono risuonati in aula. Se poi avessero saputo che i documenti che erano allegati all’ordine del giorno erano vecchi di anni, il loro sconcerto sarebbe stato tremendo. Una disattenzione della politica che non si verifica in altre circostanze, spesso più di facciata, come celebrazioni solenni o assemblee pubbliche.

Per dare un forte segnale di attenzione un primo passo potrebbe essere ripensare, in modo più adatto alle mutate condizioni la distribuzione delle deleghe che riguardano tutti gli aspetti delle politiche giovanili: scuola, formazione, università, accesso al lavoro, neoimprenditoria. Nelle attuali condizioni della finanza pubblica la gestione del bilancio regionale richiede molteplici confronti interni alla Regione, ma a anche a livello Ministeriale, di conferenza Stato Regioni oltre che sul territorio. Non si può chiedere ad un solo Assessore – per quanto capace – di seguire tutte queste partite e contemporaneamente di occuparsi di scuola formazione ed Università, se non correndo il rischio che alcune deleghe vengano inevitabilmente sacrificate».

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