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Petrolio in porto, resta l'ipotesi dello scarico vicino alle case. Il Comune: «Inaccettabile»

Eni ha sospeso il cosiddetto "progetto boa", che prevedeva lo stoccaggio al largo, e dunque lontano dal centro abitato. Palazzo Tursi non ci sta: «Chiederemo spiegazioni»

Il progetto per Eni non sarebbe più «né importante né conveniente»: così il vicesindaco, Stefano Bernini, ha confermato in consiglio Comunale che il colosso dell’energia avrebbe deciso accantonare l’idea dello scarico di petrolio al largo del capoluogo ligure tramite una boa di attracco offshore, di fatto confermando lo scarico a terra, e dunque più vicino al centro abitato.

La questione è stata sollevata da Antonio Bruno (Fds), che ha chiesto chiarimenti sull’accordo con Fincantieri sottolineando che la sospensione comporterebbe gravi disagi per i cittadini, perché «sarebbe corretto allontanare il più possibile le attività petrolifere dalle abitazioni re dei centri commerciali».

Immediata la replica di Bernini: «Il rischio vicine alle case rimane, ed è inaccettabile. La sospensione va rigettata. L'azienda ha detto al Comune di avere chiesto una sospensiva nello sviluppo del progetto in considerazione della diminuzione del numero di navi e della dimensione delle navi stesse per il trasporto del greggio. Regione e Autorità Portuale erano già informati della sospensione del "progetto boa", in quanto non economico visto il calo del trasporto del greggio. Vista la presenza sul territorio ormai di una sola raffineria, il progetto non è più conveniente».

Comunque, ha concluso Bernini, «nei prossimi giorni il Comune farà un approfondimento con l'Eni e il governo per conoscere nel dettaglio l'effettivo calo di traffico petrolifero». 

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