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Il piano sociosanitario arriva in consiglio regionale: la protesta, il presidio e la bagarre in aula

All'ingresso della sede del consiglio regionale si è svolto un presidio, poi la protesta è continuata dentro con tre consiglieri di opposizione che si sono seduti in mezzo all'aula: la seduta è stata sospesa

Accesa protesta in consiglio regionale e fuori, per la presentazione del piano sociosanitario 2023-2025 della Regione Liguria. Durante la seduta, tre consiglieri di opposizione si sono seduti in mezzo all'aula e i lavori sono stati sospesi (ripresi poi per le 14,50).

Di fronte alla sede del consiglio in via Fieschi si è tenuto un presidio con un centinaio di persone circa, organizzato dal Fronte comune ligure per la sanità pubblica che si è costituito a fine settembre, mettendo insieme una cinquantina di associazioni. 

"Le criticità sono tante, ma i problemi principali sono due - spiega uno dei portavoce, Claudio Calabresi - il primo è il piano che non dà concretezza, dice tante cose che si dovrebbero fare, ma non dice come né con quale personale. Non basta dire riduciamo le liste d'attesa, se non dici come farlo".

Seconda recriminazione, prosegue il medico, "pare che l'unica soluzione concreta sia ricorrere alla privatizzazione: ormai circa la metà delle prestazioni è erogata dal privato e questa tendenza sembra crescere non solo sulla diagnostica, ma anche negli ospedali. È una deriva inaccettabile e contraria alla Costituzione". Nutrita anche la partecipazione della Cgil.

Piano sociosanitario, presidio di fronte alla sede del consiglio regionale

"Questo piano è molto astratto, non risponde alle esigenze delle salute dei liguri nei prossimi tre anni - evidenzia Maria Pia Scandolo della segreteria regionale - oggi le persone per avere una cura e un'assistenza sanitaria si precipitano al pronto soccorso perché la struttura territoriale è praticamente inesistente. Ci presentano un piano, ma non le risorse umane e informatiche che servirebbero per una presa in carico e un'assistenza territoriale dignitosa. Inoltre, manca una copertura dei medici dei medicina di basa su tutto il territorio".

Bagarre in aula e seduta sospesa

Bagarre anche in aula, dove tre consiglieri di opposizione si sono seduti in mezzo all'aula per protesta e la seduta è stata sospesa. I toni dello scontro si sono alzati quasi subito: la protesta della minoranza riguardava in particolare alcuni emendamenti presenti nel testo della delibera ma che non sarebbero passati in commissione, un dato rilevato dal capogruppo Pd Luca Garibaldi, dal consigliere della Lista Sansa Ferruccio Sansa, dai consiglieri del M5s Fabio Tosi e Paolo Ugolini, dal capogruppo di Linea Condivisa Gianni Pastorino e altri.

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha replicato alle proteste: "Le modifiche chieste dal Ministero non sono ritenute sostanziali dalla giunta. Inoltre, l'aula è sovrana e i provvedimenti sono modificabili fino al termine della discussione generale: in giornata potrei anche decidere di cambiare il piano completamente. Le proposte di stamattina sono una pura tecnica dilatoria, per cui chiedo alla maggioranza di respingere ogni proposta delle opposizioni, senza bisogno di ulteriori pareri da parte della giunta" suscitando altre proteste della minoranza in aula.

"È la più grave rottura procedurale da otto anni a questa parte" commenta il capogruppo Pd Luca Garibaldi. Il capogruppo di Linea condivisa, Gianni Pastorino, annuncia che non esiterà "a mettere in campo tutte le azioni giuridiche necessarie. È un errore tutto della giunta, che la giunta deve dirimere: è un atto dovuto e necessario". Per il consigliere della Lista Sansa, Roberto Centi, "il lavoro fatto dalla commissione è l'inverso di quello che si sarebbe dovuto fare: prima si fanno le audizioni e si ascoltano le proposte, poi si fa il piano sociosanitario". Anche per il capogruppo del M5s, Fabio Tosi, "la procedura non è corretta: nell'interesse di tutti chiedo che gli uffici chiariscano nel corso di un ufficio di presidenza integrato". Stessa richiesta anche dal consigliere di Azione, Pippo Rossetti. Al termine dello scontro, respinta con 19 voti a 12 la pregiudiziale proposta dal capogruppo del Pd, Luca Garibaldi.

Tosi, Ugolini e Pastorino, per protesta, si sono seduti in mezzo all'aula e la seduta è stata sospesa. I lavori sono ripresi poi per le 14,50 e proseguiti per tutto il pomeriggio e oltre, vista l'ostruzione dell'opposizione, che ha sfruttato tutto il tempo a disposizione di ogni singolo consigliere per criticare il piano. In serata la seduta è stata ancora sospesa.

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