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Piano Casa: il Comune indica le aree, escluse dalla legge regionale

Tracciata la mappa delle zone escluse dall'applicazione delle nuove disposizioni regionali in materia di insediamenti residenziali. I progetti edilizi che comportano deroghe ambientali e paesaggistiche verranno votate in Consiglio Comunale

Come annunciato dal vicesindaco Stefano Bernini nel corso dell'ultima seduta del Consiglio Comunale, la Giunta ha approvato ieri mattina, come proposta al Consiglio comunale, una delibera con l'indicazione delle aree che intende escludere dall'applicazione delle nuove disposizioni del Piano Casa varato dalla Regione Liguria.

Il provvedimento mira a salvaguardare e consolidare le attività produttive e il patrimonio di valore storico, tenendo fede all'impostazione del Piano urbanistico comunale che limita gli insediamenti residenziali secondo il principio di “costruire sul costruito”.

Come noto, la Regione Liguria, con la legge 22/2015, fissando nuovi parametri e nuove “premialità”, ha allargato le possibilità di edificazione anche in deroga ai piani urbanistici dei Comuni. Ciò riguarda sia l'ampliamento e la modificazione d'uso degli edifici esistenti (artt. 3 e 3bis), sia la demolizione e ricostruzione in altre aree dello stesso comune (artt. 6 e 7).

Il Piano casa regionale ha concesso ai comuni di individuare, entro sessanta giorni dall'approvazione della legge, le aree del proprio territorio che verranno escluse dall'applicazione delle nuove disposizioni di cui ai citati articoli 3 e 3bis. Il Comune di Genova ha dunque tempo fino al 7 marzo per adottare la delibera in materia.

Le aree del Comune di Genova sottratte all'applicazione delle nuove norme regionali, per quanto riguarda l'ampliamento e la modificazione d'uso degli edifici esistenti, sono quelle che, in base al Puc, rientrano in tutti gli ambiti di conservazione (AC-NI, AC-VP, AC-VU, AC-CS, AC-US, AC-AR, AC-IU); quelle che rientrano negli ambiti a destinazione prevalentemente produttiva (AR PU e AR PI) evidentemente incompatibili con l'insediamento di funzioni residenziali; il patrimonio di valore storico testimoniale; le aree dei distretti di trasformazione; il sistema delle infrastrutture e servizi (SIS I e S); le fasce di protezione A delle aziende a rischio di incidente rilevante.

Per quanto riguarda invece gli interventi di demolizione e ricostruzione in altra area del Comune, la delibera evidenzia, nel quadro delle linee di indirizzo, che la legge regionale, mentre consente deroghe al Puc sui parametri volumetrici, non prevede espressamente alcuna deroga sui vincoli di carattere ambientale e paesaggistico.

Di conseguenza, la delibera proposta dalla Giunta sostiene che qualsiasi progetto edilizio che comporti deroghe alle previsioni del Puc in materia ambientale e paesaggistica, nonché ai limiti territoriali per il trasferimento dei volumi, deve obbligatoriamente essere sottoposto alla Conferenza dei Servizi come variante al Puc e come tale essere discussa e votata dal Consiglio Comunale.

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